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Music was my first love

Una sezione del sito interamente dedicata alla musica. Arte suprema, preistorica, viscerale. Nascita della passione e succcessiva evoluzione. La musica che ascolto, i miei gruppi preferiti, gli strumenti che suono, le band a cui appartengo.

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Videogames... che passione!

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Sezione del sito dedicata allo

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Il sentiero viene fuori mentre vai

Diari di viaggio, gallerie fotografiche, semplici appunti/riassunti di gite ed escursioni. In questa sezione intendo raccogliere l'insieme delle cose che rendono il viaggio uno degli svaghi più belli che esistano, il modo migliore di essere liberi.

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Gli attrezzi del mestiere

mydwDalla mia prima Ludwig, regalatami da mio padre quando ero ancora un bimbo, ho cambiato parecchie marche.

Ho avuto per pochi anni una Premier rossa, poi una Tama Rockstar bianca e per un periodo molto lungo una Pearl Custom nera.

Era la metà degli anni '90, i suoni delle batterie stavano cambiando, cercavo qualcosa di più moderno.

Grazie ad un amico musicista provai una marca italiana di cui non ero a conoscenza: Tamburo. Rimasi piacevolmente colpito dal suono deciso e dal sustain che aveva rispetto alla mia vecchia Pearl. Mi recai quindi al negozio di strumenti musicali di fiducia che aveva diverse Tamburo, ma nessuna mi soddisfaceva come quella del mio amico.

Ogni primavera si teneva a Rimini la fiera degli strumenti musicali, ci andai per provare qualche modello di Tamburo che il negoziante non aveva.

mytamburoFu proprio in quell'occasione che conobbi Tullio Granatiello, gran batterista ed artigiano, papà del marchio Tamburo. Una persona davvero squisita.

Mi fece provare diversi modelli e alla fine scelsi la serie Opera in acero.

Presi una cassa da 18"x16", un rullante 14"x6" e tre tom: 8"x8" 10"x8" 14"x12". Mi piaceva il colore dell'acero naturale quindi optai per quello.

Vendetti la Pearl con molto dispiacere, non per il suono, ma perchè ormai avevo creato un legame affettivo con lei. Qualche anno dopo l'acquisto, Tamburo, venne venduta da Tullio Granatiello a Proel; la qualità scese e il marchio subì un calo di prestigio. Ora non saprei come suonano le nuove Tamburo, so solo che la mia ha un suono invidiabile :)

Tenni due rullanti che mi accompagnano da tantissimi anni e da cui tutt'ora non voglio separarmi; due Ludwig stupendi: un Supraphonic da 14"x4,5" e un Supersensitive da 14"x6".

Grazie al periodo d'oro di date coi FuoriOrario dal 1999 al 2005 sono riuscito a mettermi via abbastanza da potermi permettere il sogno proibito.

La desideravo da anni, un'opera d'arte percussiva, bella da matti, finiture spettacolari e un suono incredibile.

Fu così che nel 2005 una DW (Drum Workshop) entrò a far parte della mia vita.

setupE' una Collectors Series tutta in acero: cassa da 22"x18", rullante da 14"x5,5" e tom da 8"x8" 10"x8" 12"x10" 14"x12" 16"x14". Finitura di tipo Finish Ply White Marine che fa molto anni '60 e mi ricorda la mia vecchia Ludwig.

Non sono mai stato fedele ad una sola marca di piatti, però preferisco avere uniformità di suono a seconda del tipo di utilizzo. Per i piatti di accompagnamento (Hi-Hat e Ride) mi affido a Paiste, Zildjian per i Crash e Sabian per Splash e China.

Sulle mie batterie monto pelli Remo: battenti Coated Ambassador sulla Tamburo mentre Clear Ambassador sulla DW. Tutte le risonanti sono Remo Clear Diplomat. Per la cassa uso Remo PowerStroke 3.

Dopo aver provato decine e decine di bacchette finalmente ho trovato la pace dei sensi con le Vater modello Fusion.

Ovviamente la batteria va anche microfonata e per questo mi sono fatto aiutare dal mio amico Francesco che lavora come fonico nel più grande studio di registrazione della Svizzera e alla fine uso solo due marche: AKG e Shure.

Per la cassa ero indeciso tra due scelte: AKG D 112 e Shure BETA 52A, sono entrambi ottimi ma ho optato per AKG in quanto mi da quel pochino di punch in più che mi piace un sacco. Uso Shure sia per il rullante che per i tom: SM57 (uno standard) per lo snare e i BETA 98D/S per i toms. Come overhead per i piatti e charleston uso degli AKG C 451 B.

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