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Effetto turacciolo

Finalmente è giunto il gran giorno, affronteremo il trekk all'interno del Wadi Mujib. Una gola dai colori che ricordano vagamente Antelope Canyon negli Stati Uniti, ma percorsa dalle acque di un torrente.

Da casa avevo visto il video e non vedevo l'ora di cimentarmi nell'impresa.

Il video però era dello scorso anno, da tre anni non pioveva. Ora invece il torrentello è diventato un bel torrente pieno e potente e in alcuni punti non si tocca. Bene, sarà ancora più divertente.

Ci prepariamo: maglietta tecnica che dovrà asciugarsi in men che non si dica, costume da bagno, scarpe da trekking, GoPro!

Dopo aver firmato un inquietante scarico di responsabilità, ci infiliamo i giubbottini salvagente e scendiamo nel torrente. Dove l'acqua del video era alta pochi centimetri, ora mi arriva al collo. All'inizio riusciamo a procedere senza troppa fatica, ma più avanti andiamo, più la corrente è forte e nei punti dove non si tocca usiamo le corde per avanzare. Il percorso è un misto tra trekking e canyoning (molto semplice), si alternano parti a nuoto con parti dove si usano le corde per risalire le grosse pietre del Siq. Nei tratti leggeri ci guardiamo attorno, i colori delle rocce sono incredibili, madre natura si è davvero impegnata questa volta. Nei punti più impegnativi troviamo delle guide che ci aiutano ad oltrepassarli. Finalmente arrivamo alla cascata, meta del trekk e a turno ci facciamo una doccia sotto di essa. Ci fermiamo qualche minuto, ci togliamo i sassi dalle scarpe e riescendiamo da dove siamo venuti. Usiamo le corde, le scale e nei tratti dove non si tocca ci lasciamo trascinare dalla corrente in totale relax. Che goduria! Purtroppo il divertimento è durato troppo poco, lo rifarei subito da capo ma non abbiamo tempo, ci rilasseremo al Mar Morto.

Tempo un quarto d'ora di pullman e siamo al Amman Tourist Beach. Non certo un centro a 5 stelle, ma per quello che serve a noi è anche troppo.

Ci accampiamo sul bordo piscina, appropriandoci di sedie e tavolini che serviranno per lo più per asciugare i panni bagnati al Wadi Mujib. Prima di mangiare però vogliamo provare l'ebrezza del galleggiamento nel Mar Morto.

Il Mar Morto ha una concentrazione di sale nell'acqua maggiore del 50%.

E' così salato che non ci conci nemmeno l'insalata, non ci prepari nemmeno la pasta.

Entriamo pian piano e l'acqua è della stessa temperatura del mediterraneo a fine agosto. Nulla di particolare, tranne poi toccare l'acqua con le mani: ha un chè di oleoso, sembra quasi una melassa. L'acqua arriva in vita ed è vero, si galleggia senza nessuno sforzo. In questo mare è praticamente impossibile morire annegati. Riccardo l'ha definito appunto "effetto turacciolo". Alcuni hanno la splendida idea di tuffarcisi di testa. I turaccioli riaffiorano violentemente a galla ma senza più l'utilizzo della vista. Solo la doccia di acqua dolce li salverà!

Ora non mi rimane che fare i fanghi.

Per il costo di 3 JD (Jordan Dinar, cambio attuale 1€ = 0.94 JD), possiamo immergere le nostre manine nella pece dei fanghi. Sembra catrame, ci spalmiamo ben bene e i ragazzi del resort ci aiutano a spalmarci dove noi non arriviamo e nel frattempo ne approfittano per dare delle consistenti palpate alle ragazze del gruppo, chiamali scemi!

Finalmente posso dire di sentirmi come Ray Charles, solo che io sono pure riuscito a vedermici di quel colore, lui no!

Dopo circa 10 minuti al sole, la mappazza si solidifica trasformandosi in un perfetto vestito di latex! Mancava all'appello solo la pallina per la bocca, lo strapon ed eravamo pronti per girare il seguito di "San Tommaso, il prete Sadomaso".

Ci sciacquiamo nelle acque oleose del Mar Morto, tranne il viso che ci sciacquiamo nelle docce poco distanti.

Finalmente possiamo andare a pranzare.

Qualche momento di relax a bordo piscina, ultimo bagno e si torna verso Madaba, non prima di aver visitato il Monte Nebo.

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