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La casa di Fatima al-Ma suma

Recuperata l'ultima parte del gruppo possiamo partire per Kashan. faremo sosta a Qom dove visiteremo la moschea di Fatima l'Innocente.

In questo luogo giacciono i resti della figlia del settimo Imam sciita ed il mausoleo è considerato uno dei più importanti luoghi sacri di questa religione, secondo solo alla moschea-mausoleo di Mashhad.

Il tragitto dall'aeroporto è breve, a malapena riusciamo a presentarci col resto dei viaggiatori, il tempo per guardare fuori dal finestrino è poco ma quello che vedo sono altissime montagne spoglie e in parte innevate. La roccia è scura, la vegetazione scarseggia, solo pochi cespugli riescono a sopravvivere in questi luoghi. Il traffico sull'autostrada si dirada man mano che ci allontaniamo da Tehran, padroni della strada sono vecchi camion Mercedes tutti arrugginiti. Il sole scalda e del freddo della notte non è rimasto nulla.

Non possiamo raggiungere il mausoleo direttamente col pullman, prendiamo quindi un autobus sgangherato che ci porta a destinazione in meno di cinque minuti.

La luce è abbagliante, i muri di mattoni gialli e il pavimento di cemento bianco amplificano il bagliore del sole e da terra sale un calore simile a quello emanato da una pietra ollare.

Le donne, prima di entrare al mausoleo, passano per una tenda dove vengono "vestite" con un velo lungo e molto più coprente di quello che già indossavano.

L'abbigliamento coprente fa parte della tradizione, va quindi rispettato; le donne devono idossare il velo che copra loro i capelli, i vestiti non devono mostrare le curve, anche le braccia vanno coperte. L'uomo invece non può indossare pantaloni corti. In verità anche l'acconciatura maschile è sottoposta ad alcuni limiti; ad esempio capelli lunghi rasati ai lati o sotto, è troppo "occidentale" e quindi sconveniente. In linea di massima si può venire arrestati dalla polizia religiosa. Questo ovviamente vale per i locali, non per i turisti. Attenersi al portare i pantaloni lunghi è sufficiente.

Si entra nel mausoleo attraversando un classico ivan iranico (eiván), il primo ingresso che si incontra è quello degli uomini. Un ivan ricoperto di ceramica lavorata a mano, il colore dominante è l'azzurro, mentre le scritte in fársi (o anche persiano: lingua nazionale dell'iran, simile per molti versi all'arabo ma con una pronuncia molto diversa) sono color oro oppure bianche. La volta dell'ivan è tutta ricoperta d'oro ed è semplicemente bellissima. Il secondo ingresso al mausoleo è riservato alle donne, e se l'ivan d'orato degli uomini era bello, questo, fatto tutto di antichi specchi d'argento lascia senza parole. Onnipresente l'immagine dell'Ayatollah più importante degli ultimi anni, Khomeyni; accompagnata da quella della più recente e attuale guida suprema: l'Ayatollah Seyyed Ali Hoseyni Khamenei. Siamo ospiti di uno dei custodi del mausoleo, un hojjatoleslam, ovvero un esperto di studi islamici. Il suo inglese è praticamente perfetto. Ci fanno accomodare e ci offrono un rinfrescante succo di frutta. Nel frattempo il giovane studioso ci spiega chi era Fatima al-Ma suma, ci narra la sua storia e ci dice che per gli sciiti, Fatima al-Ma suma, è importante come Maria Maddalena per i cristiani. Dalla parte storica, tramite una predica molto ben costruita, arriviamo ai giorni nostri, la differenza coi sunniti, il problema del terrorismo, la libertà delle donne. È proprio su questo ultimo punto che finalmente si instaura un dialogo.

Riassumendo, quello che dice il religioso è: "La donna per l'Islam è importantissima, esiste anche un proverbio dove un uomo andò da Maometto e gli chiese a chi dovesse l'amicizia più sincera. Il profeta rispose:<<A tua madre>>, l'uomo lo incalzò: <<E poi a chi?>>. Il profeta ripetè: <<A tua madre>>. L'uomo insistette: <<E poi a chi?>>. Il profeta ancora una volta rispose: <<A tua madre>>. L'uomo domandò ancora: <<E poi a chi??>>. E il profeta disse: <<E poi a tuo padre>>."

La domanda successiva è stata ovviamente: "Perchè allora le donne devono portare il velo e coprirsi?".

La risposta del giovane è stata: "Per noi, la donna è superiore all'uomo, il velo e i vestiti coprenti servono a proteggerla dagli sguardi e dalle pulsioni dei più deboli maschi".

A me è sembrata una risposta imbastita ma tant'è, sono le loro usanze e quindi vanno rispettate.

Durante tutto il viaggio, le ragazze del gruppo hanno portato il velo e noi ragazzi i pantaloni lunghi. I tempi però stanno cambiando e la voglia di libertà si sta facendo sentire molto forte anche in Iran. Molte ragazze giovani portano il velo, ma lasciano scoperti i capelli lungo il viso e parte della testa; alcune coprono solo la nuca. Non scoprono ancora il ventre o la parte superiore del busto ma indossano abiti occidentali che disegnano bene le loro belle forme. Si truccano e a volte i tacchi alti sbucano dai veli. Sotto certi punti di vista sono molto più vezzose delle donne occidentali.

Terminata la visita al mausoleo risaliamo in pullman per dirigerci a Kashan dove pernotteremo. Tra le due città ci sono meno di 100km, il viaggio è breve.

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