user_mobilelogo

RSS Feed

Dal Blog

26 February 2018
Tecnologia
Stavolta ho voluto aspettare almeno un mese di utilizzo prima di fare la recensione del nuovo telefo...
2329 Hits
23 January 2018
Fotografia
Tecnologia
La nuova frontiera della fotografia e del videomaking, da qualche anno ormai, sono i droni.Solitamen...
1838 Hits
17 January 2018
Fotografia
Dopo 6 anni di utilizzo ho pensionato la vecchia 5D Mark III.La vecchia Canon mi ha accompagnato per...
3908 Hits

Latest Events

No events

Article Index

Case tradizionali

Arriviamo in albergo, una manna per i genovesi e i romani, finalmente un letto su cui dormire dopo più di 48 ore sballottati tra aeroporti, aerei e autobus. C'è la Wi-Fi così come in tutti gli alberghi che ci ospiteranno. Il regime oscura tutti i social network: facebook, twitter, instagram. Funzionano YouTube e WhatsApp. Non mi do per vinto e faccio come il 100% della popolazione Iraniana: uso una VPN (Virtual Private Network); ovvero un metodo per aggirare le censure presentandomi in internet non con un indirizzo iraniano ma italiano ad esempio, oppure statunitense, giapponese, finlandese, germanico, inglese... insomma, faccio finta di non essere in Iran. Ho provato diverse app, solo una ha funzionato sempre: betternet, ed è pure gratuita.

Dopo una cena buffet non propriamente esaltante decidiamo di fare un giretto per la città. Non siamo propriamente in centro, anzi, a dire la verità siamo abbastanza in periferia. Percorriamo lo stradone che porta in centro, ma, senza saperlo, allontanadocene. Lungo la strada ci sono vari ristorantini e negozietti di ogni genere, la gente ci saluta, sono cordiali e mai invadenti, non ti fermano per venderti qualcosa o per farti entrare nel ristorante. Di quando in quando vediamo dei forni sempre accesi per la cottura del pane. Il profumo che si respira mi fa ricordare quando da piccolo andavo a trovare mio nonno in panificio. In molti sono stanchi e quindi, dopo circa un'oretta, decidiamo di tornare in albergo. Ci fermiamo solo in un negozio che vende qualsiasi cosa sia fatto con le rose. Acqua di rose da bere, essenza alla rosa, profumi ecc. In Iran le coltivazioni di rose sono numerose.

L'Amir Kabir Hotel si rivela molto confortevole, nonostante la finestra della nostra camera si affacci sulla pompa principale che rifornisce d'acqua tutto l'albergo, ovviamente, perennemente in funzione.

La nottata passa veloce, la notte prima eravamo stati più fortunati degli altri, ma comunque eravamo andati a domire alle 4 del mattino tra una cosa e l'altra. Alle 8:30 dobbiamo farci trovare pronti, colazione fatta e bagagli da sistemare in pullman. Vuol dire svegliarsi alle 7:30, che non sarebbe di per se una tragedia, se non per il fatto che l'Iran è due ore e mezza in anticipo rispetto al fuso italiano. Ergo, è come svegliarsi alle 5 in Italia.

Colazione non molto abbondante per me che non amo la colazione internazionale con tanto salato al posto del dolce. Una tazza di Tè con dei biscotti e del succo d'arancia è più che sufficiente.

Prima di lasciare Kashan andiamo a visitare una delle case signorili storiche, oggi diventate musei e l'Hammam del sultano Mir Ahmad.

La casa storica che visitiamo è la splendida Casa Tabatabaei, costruita nel 1880 dall'influente famiglia Tabatabaei. Questo edificio di oltre 5000 metri quadrati, col classico giardino interno con vasca per l'acqua, ha una particolarità dovuta dalla presenza di due torri del vento. Queste torri hanno la capacità, persino nel calore del deserto, di catturare i venti e incanalarli in modo particolare all'interno dell'edificio in modo da creare un clima fresco.

La casa è davvero molto bella ed offre spunti fotografici notevoli. Noto con piacere che in questo viaggio sono parecchi gli appassionati di fotografia come me, non sarò quindi il solo a doversi fermare ogni due per tre a cambiare obiettivo. Mi piace inoltre confrontarmi sempre e imparare cose nuove, in questo vieggio ne ho avuto la possibilità grazie ai miei compagni.

La tappa successiva è a pochi passi dalla casa signorile, l'antico Hammam di Mir Ahmad è davvero uno spettacolo.

Costruito nel XVI secolo durante l'era safavide è arrivato ai giorni nostri perfettamente conservato. Le decorazioni interne in ceramica e gli antichi tappeti usati per coricarsi rendono perfettamente l'idea di come poteva essere un antico Hammam. Non nego di aver invidiato un po' il sultano, dentro di me pensavo: "Questi si che se la godevano".

Sarà un pensiero ricorrente durante tutto il viaggio.

Anche il tetto con tutte le sue cupole è visitabile, da sopra si ha la vista di gran parte della cittadina di Kashan, che proprio piccola non è visto che conta quasi 300.000 abitanti.

Aspettando di salire sul pullman che ci porterà ad Esfahan noto una cosa che mi ha inquietato prima e divertito poi.

Uno dei mezzi di locomozione più usato in Iran è la moto. Sono per lo più delle vecchie Honda degli anni '70, 100cc massimo 150cc quattro tempi. Su una di queste motorette viaggiava un locale con un militare come passaeggero munito di AK-47. Peccato non aver avuto la macchina fotografica pronta. 

Nel rispetto della direttiva 2009/136/CE ti informiamo che questo sito utilizza cookie propri tecnici e di terze parti per consentirti una migliore navigazione ed un corretto funzionamento delle pagine web.
Se proseguo nella navigazione, cliccando su un qualunque elemento posto all’esterno di questo banner, acconsento all’installazione dei cookies.

 

This site uses cookies. By continuing to browse the site, you are agreeing to our use of cookies.