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La città blu

Da Meknes ci dirigiamo a nord, verso Tangeri. Il panorama cambia radicalmente. Le distese di campi coltivati color ocra lasciano spazio alle prime lievi alture e ad una vegetazione mediterranea. Ci alziamo anche di quota e raggiungiamo quella che viene definita la città blu: Chefchaouen.

Prima di raggiungere la città blu ci fermiamo a mangiare a Moulay Driss: la città che vista dal sito archeologico di Volubilis sembra un dromedario.

Chefchaouen è una piccola cittadina situata ai piedi di una montagna, originariamente popolata da rifugiati andalusi ed ebrei. Qui la gente parla arabo e spagnolo mentre più a sud, come nel 90% del Marocco, la gente parla arabo (lingua principale), francese (seconda lingua) e in molti anche berbero vista la loro origine.

Tutte le case di questa cittadina sono dipinte con diverse tonalità di azzurro, sembra per certi versi di essere in grecia, nelle cicladi.

Il nostro Riad è qualcosa di stupendo, confortevole e con una terrazza dove fare colazione con vista su tutta la cittadina e sulla moschea situata su di un monte poco lontano e che il giorno dopo avremo visitato. A differenza delle città imperiali, questa, è più piccola e la medina la si gira tutta in un paio d'ore. La sera è davvero uno spettacolo, città pulitissima, molto sicura ed ospitale. Ci perdiamo tra le botteghe che vendono spezie, seta (di cactus) e i forni dove le famiglie portano il pane a cuocere. Ecco, se c'è una cosa che mi manca della cucina marocchina è il pane. Erano anni che non mangiavo pane cotto a legna: che squisitezza.

Il giorno dopo ci rechiamo alla Moschea e dopo una breve salita siamo in cima. La vista su Chefchaouen è molto bella, foto di rito dal terrazzo e poi si torna.

Partiamo subito, la nostra prossima meta è la città con la medina più grande e forse più bella: Fes.

Ci fermiamo solo per vistiare uno dei siti archeologici dell'età romana più belli. Volubilis.

Volubilis è il sito archeologico più noto del Marocco ed è anch'esso inserito nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. La basilica romana e i bagni sono ancora ben conservati, soprattutto i mosaici dei bagni dove non mancherà una sopresa per le signorine del gruppo.

Pronti via, Fes ci aspetta.

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