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Sat Apr 01 @23:00 -
Festa dei maestri di sci di Moena

Fes o Fez, la città santa

In assoluto uno dei centri più affascinanti di tutto il mondo islamico, Fes, ti rapisce per la medina davvero gigantesca.

Andiamo direttamente al Riad, grandissimo ma incredibilmente tutto per noi che comunque siamo in venti. Prima di addentrarci nella medina ci portano su di una collina dove poter vedere tutta Fes. Ci rendiamo conto che la medina è davvero gigantesca con tantissimi minareti che svettano dal labirinito di case e vicoli.

Ci addentriamo nella medina dalla mellah, il quartiere ebraico che si trova accanto al palazzo reale. Nella medina si circola solo a piedi, in motorino oppure a cavallo di un asino o dentro al suo carretto. Ci rendiamo subito conto che perdersi qui è facilissimo e ritrovare l'orientamento: quasi impossibile. Tra i vicoli della medina trovi di tutto: negozi di spezie, gioielli, elettronica (quasi tutto taroccato), hammam, alimentari, tappeti, tessuti e chi più ne ha più ne metta.

Particolari sono le botteghe dei fabbri, dei falegnami, degli "aggiustatutto" e dei fornai. Ovviamente non manca tutta la parte gastronomica della cultura marocchina.

Quando viaggio amo provare lo streetfood locale e non mi faccio molti problemi ad assaggiare tutto quello che mi capita a tiro. Qui a Fes è il festival dei sapori. La cosa che mi è piaciuta di più sono i panini riempiti con delle polpette che fanno al momento e vengono grigliate. Il macinato è un misto di manzo, agnello e spezie varie; viene preso e appallottolato intorno ad uno spiedino in piccole polpettine e poi viene cotto sulla brace. Nel pane poi vengono messe anche verdure grigliate e cipolla. Anche le sardine fritte ricoperte di spezie piccanti e sale sono una cosa fenomenale. Ma davvero si può trovare di tutto: dal cervello di manzo lessato direttamente nel cranio (non male), alle lumache, al pollo fino ai dolci. Ci sono ovviamente anche ristoranti che fanno il tipico Tajin (di pollo, di verdura, di manzo), il cous cous, omelette berbera, bastlah e l'harira: una zuppa di verdure e ceci davvero buona. Menzione particolare al Tajin fatto con le polpette, uovo e spezie: una prelibatezza anche se nel gruppo lo chiamavamo "le pulpett dimmerda" citando il mitico Abatantuono ne "I Fichissimi".

Ovviamente si fatica molto a trovare l'alcool. Niente vino, niente birra. Ma cercando bene....

E' nella medina che si respira la tradizione marocchina, la gente è molto cordiale e possiamo provare e assaggiare di tutto, ovviamente l'anima del commercio marocchino è la trattativa. Se all'inizio è una cosa strana e fastidiosa alla fine diventa un gioco divertente dove tra un'offerta e un rilancio si beve del Tè e ce la si racconta. Mi è capitato un paio di volte di uscire da una trattativa stremato ma contento con tanto di complimenti da parte del venditore: "Bravo, bella trattativa, quasi come un marocchino".

La medina di Fes è famosa per la sua conceria, appena stiamo per entrare, un bimbo, ci offre delle foglie di menta fresca da tenere in mano. Serviranno a chi ha lo stomaco debole. Gli odori che salgono dalla conceria sono di carne in putrefazione, davvero un odore disgustoso e fortissimo; annusando la menta nella mano ci si può salvare. Personalmente non mi ha dato così fastidio, tanto che ho dato la mia menta ad una ragazza del gruppo. Certo è che dopo un'oretta passata lì dentro lo stomaco non risponde più benissimo e il senso di nausea si fa sentire. Saliamo sulle balconate che danno direttamente sulle vasche di tintura e vediamo dei ragazzini che vi si immergono fino alle ginocchia pestando le pelli in modo che assorbano il colore. Fin qui tutto ok, tranne quando si immergono nella vasca della tintura bianca che è semplicemente: calce viva! Quando al lavoro mi lamento di qualcosa, mi basta tornare con la mente a questi ragazzini che tutto diventa facile e bello.

Visto che a Fes ci fermiamo due notti, la prima sera, alcuni di noi, decidono di recarsi all'hammam. Su consiglio della nostra guida preferiamo andare in un hammam considerado di lusso dai locali. Non è nè più nè meno di un wellness. Siamo entrati all'hammam con il nostro kit da hammam: una busta di plastica contenente un guanto per lo scrubbing, sapone di Argan e sapone nero. Negli spogliatoi veniamo forniti di accappatoio e ciabatte e mettiamo la nostra roba negli armadietti muniti di chiave. Una volta pronti entriamo nei bagni, ci facciamo una prima doccia per sciacquarci e poi veniamo insaponati col sapone di Argan da energumeni in costume. Questa è la cosa particolare dell'hammam: non sei tu ad insaponarti e farti poi lo scrub, sono gli inservienti che lo fanno a te. Belli unti di argan entriamo nel bagno turco dove a differenza delle saune altoatesine è buona norma parlare e pure ad alta voce. Non sono abiutato al casino in sauna, sarò indottrinato? Dopo una ventina di minuti usciamo e ci dirigiamo dai nostri wellness-man che ci aspettano per sciacquarci, ci sistemano su dei parallelepipedi di marmo e iniziano a spalmarci il sapone nero (fatto col carbone) su tutto il corpo. Inizia lo scrub, quasi una tortura, non ci vanno certo leggeri e sembra che ti tolgano via la pelle da quanto ci vanno pesanti. Una volta finito ti sciacquano e ci indicano di andare nell'idromassaggio. Altri dieci minuti di goduria e andiamo ad asciugarci nella sala relax dove facciamo conoscenza con due marocchini che lavorano a Dubai ed erano tornati a casa per le vacanze. E' stata davvero una bella esperienza.

Quasi a malincuore lasciamo Fes per proseguire il nostro tour che ci porterà a scavalcare i monti dell'Atlante per dirigerci verso il deserto di Erg Chebbi.

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