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Le oasi e le Kasbah

La mattina partiamo presto dopo la classica colazione a base di pane arabo, miele, marmellata e Tè alla menta.

La nostra meta è Merzouga nel deserto di Erg Chebbi. Inizia la visita alle Oasi più belle e alle Kasbah. Le Kasbah sono le antiche cittadelle arabe con fortezza. I muri sono fatti di fango e paglia ed è incredibile come siano resistiti fino ai nostri giorni.

La prima sosta la facciamo alla sorgente blu di Meski. Da Er Rachida si estende un'oasi che corre in direzione sud est per circa sessanta chilometri, a metà strada c'è la sorgente. Il contrasto con l'ambiente circostante è incredibile. Palme da dattero a perdita d'occhio, coltivazioni, acqua cristallina dove si tuffano i bambini, alberi di olive e fichi. Cento metri fuori dall'oasi: deserto rovente, pietre e nulla più. A fare da guardia alla sorgente si trova una vecchia Kasbah disabitata e in rovina ma la visione d'insieme è incredibile. Usciamo dall'oasi, risaliamo sui pulmini e attraversiamo la cittadina di Erfoud. Qualche chilometro più avanti ci fermiamo a Rissani dove visiteremo una delle Kasbah meno turistiche. Appena attraversiamo le mura veniamo proiettati nel passato. Non c'è elettricità se non nella moschea e l'acqua si preleva dal pozzo. Ad ogni angolo ci sono bambini che giocano a pallone o che scorazzano in bicicletta. Non si vedono nè uomini nè donne. Gli uomini sono quasi tutti nelle città; al lavoro o al bar mentre le donne lavorano quasi tutte nelle piantagioni all'interno delle oasi. Veniamo ospitati nella casa di un amico della nostra guida a prendere il Tè alla menta; mentre da altre parti abbiamo rifiutato, qui, non ce la siamo sentita.

Poco dopo lasciamo Rissani per Merzouga che sarà il campo base prima della notte nel deserto.

Finalmente si vedono le alte dune di Erg Chebbi, una delle mete principali per cui ho scelto questo viaggio in Marocco.

Arriviamo a Merzouga e visitiamo il villaggio dei Berberi che ci accolgono con molto calore. Sediamo nelle loro case e ci fanno ascoltare la loro musica sacra che serve a scacciare gli spiriti cattivi. Il ritmo tribale insieme alla nenia coinvolge tutti i presenti in un ballo divertentissimo.

Finalmente ci siamo, andiamo al nostro alloggio, prepariamo lo zaino con sacchi a pelo e lo stretto necessario per trascorrere la nottata nel deserto. Ci facciamo un tuffo rilassante in piscina e quando mancano due ore al tramonto andiamo ai nostri singolari mezzi di locomozione: i dromedari!

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