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Ai-Gams

Egypt Air per ora si rivela sarcasticamente una certezza. Così come successo ad Aprile di questo stesso anno con il volo Milano - Cairo, ecco che ad Egypt Air si rompe un altro velivolo. Quale se non il nostro Airbus per la tratta Cairo - Johannesburg?

Fortunatamente siamo nella capitale egiziana, sede principale di Egypt Air, quindi non dobbiamo aspettare molto perchè ci trovino un secondo aereo. Aspettiamo solo tre ore e mezza. Fortuna che la coincidenza a Johannesburg è di oltre quattro ore, altrimenti avremmo perso l'aereo per Windhoek.

Il volo verso il Sudafrica passa tutto sommato velocemente, riesco anche a dormire un'oretta; un avvenimento per quel che mi riguarda. Atterriamo e al duty-free cambiamo i primi soldi, dei Rand sudafricani che in Namibia accettano senza problemi. La Namibia è uno stato indipendente solo dal 1990. Prima era amministrata dal Sudafrica, mentre in tempi più remoti (dal 1884 al 1919) è stata una colonia dell'impero tedesco.

Paradossalmente il volo peggiore lo abbiamo fatto nella tratta Johannesburg - Windhoek, il volo della South African Airways è stato in assoluto il più scomodo della mia vita. Il posto tra una fila di sedili e la successiva era veramente ai minimi termini, nemmeno con Ryan Air ho volato così stretto. Fortuna che il volo è breve ed atterriamo a Windhoek in meno di due ore.

Usciamo dal Boeing 737-800 che è il primo pomeriggio del giorno successivo alla partenza. Il sole picchia anche se non è caldissimo; questo perchè la capitale namibiana è situata a circa 1.700 mt s.l.m.

Prima di entrare nell'edificio dell'aeroporto ci viene misurata la temperatura corporea. Piccola precauzione visto che in questo periodo, in centro Africa, è esplosa un'epidemia di ebola. Fortuna che non avevo la febbre altrimenti a quest'ora sarei ancora in quarantena nel reparto malati terminali di Windhoek.

Fuori dall'aeroporto ci attende Emanuele di www.namibia-travel.it con tanto di cartello "Stefano - Roberto".

Presentazioni di rito e dopo 3 minuti siamo in auto verso il noleggio KEA dove riceveremo la nostra casa ambulante.

Subito mi accorgo che l'inglese, nonostante sia la lingua ufficiale namibiana, non è parlato benissimo da tutti i locali. Dopo aver svolto le formalità per la consegna del veicolo veniamo accompagnati direttamente al Toyota Hilux per la "guida all'uso".

Il pickup è appunto un Toyta Hilux icamera abbastanza recente con circa 86.000 km. Il cassone è chiuso da una copertura di alluminio con accessi finestrati laterali e portellone posteriore su cui è fissata una delle due ruote di scorta e una pala.

L'interno del cassone è allestito con un soppalco sotto al quale si trovano due lunghi cassettoni: uno vuoto (che conterrà il cibo), uno contenente le stoviglie. Sorpa al ripiano è fissato un frigo da campeggio alimentato dalla seconda batteria del fuoristrada. Sempre sopra il ripiano troviamo due sedie da campeggio. In sacchettoni di nylon (sempre dentro il cassone) troviamo: sacchi a pelo, cuscini e una coperta. C'è anche una bombola del gas da campeggio con fornello avvitabile e una griglia di metallo per il BBQ. Sotto il tetto del pickup è stato ricavato un alloggiamento per un tavolino in alluminio con i piedi retraibili mentre sopra il tetto della cabina è montata una maggiolina della ditta sudafricana Howling Moon. Ci vengono mostrate in seguito le dotazioni di sicurezza del veicolo tra cui il necessario per sostituire la ruota in caso di foratura e un piccolo compressore da collegare alla batteria del veicolo. L'Hilux è attrezzato per lunghi tragitti su sterrato e sabbia: doppia ruota di scorta, doppo serbatoio carburante, serbatoio per l'acqua, sospensioni morbide, 4x4 inseribile con tanto di ridotte e blocco differenziale posteriore. Per finire: un robusto e invadente bull bar anteriore.

Emanuele ci spiega sapientemente come si monta e si smonta la tenda, come si sostituisce la ruota di scorta, come guidare sulla sabbia. Se ai primi due insegnamenti abbiamo dato seguito con una applicazione magistrale, al terzo... beh, non proprio; ma lo spiegherò in seguito.

Siamo pronti per recarci al Casa Blanca Boutique Hotel Pension, dove pernotteremo solo la prima e l'ultima notte. Steno si mette alla guida, circa 40km separano l'aeroporto dalla capitale.

In Namibia, come in Sudafrica, si guida all'inglese: a sinistra e ovviamente i veicoli hanno la guida a destra. I pedali rimangono nello stesso ordine (da sx a dx: frizione, freno, acceleratore), il cambio è a sinistra ma mantiene lo stesso ordine delle marce, cambiano le leve al volante: gli indicatori di direzione a destra, i tergicristalli a sinistra.

Inutile dire che alla prima svolta, al posto dell'indicatore di direzione, è partito il tergicristallo; così come alla seconda svolta, alla terza ecc.... a Steno ci vorrà tutta la vacanza per assimilare il meccanismo. Io invece soffrirò di una pericolosissima propensione a mantenere la "destra" dopo aver svoltato sempre a destra.

Da subito ci accorgiamo che il paesaggio che ci circonda è abbastanza inospitale. Windhoek, il cui antico nome è Ai-Gams (nome dato dalla popolazione Nama che fa riferimento alle antiche sorgenti calde che facevano parte del territorio), è circondata da qualche montagna, ma soprattutto dal bush. Il bush è il tipico paesaggio della savana: prateria e boscaglia.

Arriviamo in breve tempo all'hotel, posiamo i bagagli e ci sediamo con Emanuele che effettuerà un briefing del nostro viaggio e ci consegnerà uno zainetto contenente tutte le istruzioni del caso, navigatore Garmin Nuvi, una cartina stradale della Namibia e qualche utile accessorio: protezione per le labbra, crema solare, adattatore per le prese di corrente, una SIM card namibiana e altro ancora.

Dall'Italia avevamo prenotato per la cena un tavolo da Joes Beerhouse: un ristorante/birreria caratteristico dove servono carne locale: coccodrillo, springbok, kudu, orice e zebra. Emanuele si è unito a noi ed è stato davvero interessante ascoltare la storia della sua vita e vedere le foto della piccola Johanna (sua figlia). Tra tante cose mi spiega che ha dei problemi col suo sito internet e con alcuni account mail che non funzionano. Mi offro di dare un'occhiata ai suoi sistemi dopo mangiato, anche se sono stanco morto e vorrei solo andare a dormire. Di contro Emanuele è stato molto gentile e ci ha pure offerto la cena. Mentre parliamo arrivano le nostre portate e del mio "Bushman Sosatie" (piatto che consiglio) apprezzo particolarmente la carne di zebra ma soprattutto di orice. Da bere? Birra per tutti tranne che per me. Hanno un'ottima birra draught, la dominazione tedesca si fa ancora sentire.

Arriviamo alla sede di namibia-travel e con sollievo vedo che il problema non è nei sistemi di Emanuele ma di chi gli hosta il sito. In un paio di giorni, e dopo qualche ticket di supporto aperto, ho saputo che ha risolto i problemi.

Torniamo all'albergo abbastanza tardi ma la sveglia sarà praticamente all'alba, così come lo sarà per tutti gli altri giorni della vacanza.

Una rapida colazione internazionale ci rimette in condizioni di agire, anche se siamo ancora molto stanchi. Prima di imboccare la strada B1 che ci porterà a sud dobbiamo fermarci ad un supermercato per fare la spesa.

Pane, acqua, tè, latte, frutta, insalata, carne, zucchero, olio, aceto... solita spesa, ma in più: legna da ardere.

Carichiamo il pickup, macchine fotografiche pronte all'uso, inseriamo nell'autoradio il primo di una lunga serie di CD (che ci eravamo portati da casa), navigatore acceso e cartina sottomano; vamos!

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