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Arrivederci Namibia

L'ultima notte passa in un lampo ma la cosa bella è che possiamo dormire più a lungo; così facciamo.

Con molta calma ci alziamo, consumiamo l'ultima colazione namibiana e chiudiamo i bagagli. Siamo stati bravissimi coi soldi, abbiamo da cambiare in Euro solo pochi Rand sudafricani.

Visto che abbiamo tempo ci facciamo un giretto per il centro di Windhoek; di bello e interessante non ha davvero nulla.

Passiamo da Emanuele, alla sede di namibia-travel e facciamo la seconda colazione insieme. E' ora di riconsegnare la jeep. Salutiamo Emanuele, facciamo l'ultimo rifornimento e ci dirigiamo verso l'aeroporto dove riconsegneremo la vettura.

Parliamo con Christian che gentilmente ci dice che ci ridaranno i soldi della riparazione dei pneumatici come pattuito e ci ridaranno anche i soldi delle sedie da campeggio che ci eravamo comprati.

Siamo nuovamente al check-in, imbarchiamo i bagagli in stiva e nel giro di pochi minuti siamo a bordo dell'aereo che ci porterà a Johannesburg.

Il volo ritarda di una mezzoretta a causa del forte vento che spazza la lunga pista di decollo. In meno di due ore siamo già a Johannesburg, mangiamo e cambiamo gli ultimi soldi. Saliamo sul volo che ci porta al Cairo e per nostra fortuna è mezzo vuoto. Possiamo stare larghi. Passiamo la notte in volo e, anche se scomodo, riesco a sdraiarmi e a dormire per qualche ora. Questo vuol dire che sono davvero esausto.

Una lunga attesa ci aspetta al Cairo. Arriviamo all'alba ma il volo non partirà prima delle dieci.

Non vedo l'ora di atterrare a Malpensa, posare il mio stanco culo sulla macchina e fuggire a casa.

Anche l'ultimo volo procede bene, decolla per tempo e atterriamo precisi a Malpensa. Ci saranno i nosri bagagli?

Fortunatamente arriva tutto, sfiga vuole però che il mio zaino sia stato bucato, non è nulla di che, un piccolo forellino, ma mi girano le balle.

Ci facciamo venire a prendere dalla navetta di Park to Fly, arriviamo all'auto e ci accorgiamo che hanno combinato qualcosa. Hanno staccato la batteria, non si sa bene per quale motivo, ovviamente non ci avvisano ma ce ne accorgiamo visto che la radio è totalmente resettata e i finestrini posteriori sono bloccati. Altro motivo per non servirmi più di loro in futuro, sperando che la concorrenza sia meglio.

E' da dodici ore che non mangiamo (io mi sono rifiutato sul volo Egypt Air), la fame è tanta e ci fermiamo al Mc Donald's di Affi. Ingolliamo il nostro Junk Food e ripartiamo verso casa. I 120 chilometri che ci separano da casa sono un'inezia dopo i 4.200 che abbiamo percorso in Namibia.

Arrivo a casa, disfo immediatamente i bagagli e butto tutto in lavatrice, mi faccio una doccia e vado a dormire prestissimo, l'indomani dovrò già essere attivo sul posto di lavoro, con tutto quello che mi aspetta di arretrato.

Tirando le somme posso affermare con assoluta certezza che, per me, è stato il viaggio più bello che abbia mai fatto; sia per le cose viste, sia per come è stato fatto. Meno comfort del solito, ma molto più immerso nella natura.

Con Steno ci conosciamo da tanti anni e ormai ci sopportiamo a vicenda e devo dire che un viaggio del genere mette a dura prova da questo punto di vista. Prova superata alla grande.

Mi sento in dovere di ringraziarlo pubblicamente perchè è stato suo l'onere di prendere i contatti con Emanuele e di organizzare gran parte del viaggio.

Altro ringraziamento, col cuore, va fatto ad Emanuele. Una persona che ci ha fornito "chiavi in mano" un'esperienza che non dimenticherò mai in vita mia. E' anche colpa sua se sono tornato col mal d'Africa. Pensavo fossero solo dicerie, invece ne sono stato fortemente contagiato.

La Namibia è stata una fantastica sopresa sotto tutti i punti di vista. Non so se ci tornerò ancora, magari per un viaggio più rivolto al trekking, magari proprio con Emanuele come guida.

E' un viaggio alla portata di tutti, un pò costoso certo, ma un'esperienza del genere, secondo me, non ha prezzo.

camera

 

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