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Viva Elvis!

Dopo un'interminabile trasferta di diverse ore arriviamo a Vegas, però questa volta da sud, dopo aver attraversato e visitato la famosa Hoover Dam: una maestosa opera d'ingegneria che interrompe le brusche rapide del fiume Colorado per la seconda volta. Quello che rimane del Colorado River dopo la diga è davvero poca cosa.

L'arrivo a Vegas da sud è decisamente più bello che da nord, infatti ci si giunge scavalcando le Black Mountain. Scendedo ci si rende conto che Las Vegas giace in una conca desertica, il verde, che nella città cresce rigoglioso, fuori dai confini non esiste.

Oggi alloggiamo al Bellagio. Abbiamo voluto fare gli sboroni e ci siamo presi una camera altissima con vista sul laghetto, sulle fontane e ovviamente sulla Strip.

La camera è pazzesca, grande, lussuosissima, un bango gigantesco tutto in marmo con una doccia e una vasca incredibili. Il panorama, nemmeno a dirlo, spettacolare. Ci vengono forniti pure un accappatoio morbidissimo a testa e delle ciabatte morbidose in pendant con l'accappatoio appunto. Pregustiamo già la cena al Buffet. L'altra settimana eravamo stati a quello del Treasure Island, che era buonissimo, ma quello del Bellagio dicono essere il migliore di tutti.

Tant'è, arriviamo in zona Buffet e la coda per entrare è lunghissima, non ce la faremo mai a mangiare visto che abbiamo prenotato un posto al teatro del lussuosissimo e nuovissimo Aria Hotel per assistere al Cirque du Soleil: Viva Elvis!

Lo spettacolo ora non c'è più, l'ultima messa in scena è stata il 31 agosto del 2012, al suo posto c'è il nuovo Zarkana. Avremmo tanto voluto vedere "O" al Bellagio, ma per questioni di tempo abbiamo dovuto ripiegare su Viva Elvis. Entrambi i giorni in cui siamo stati a Vegas, "O" era in turno di riposo.

Proviamo il Buffet dell'Aria Hotel, buono, ma ben lontano da quello pazzesco del Treasure Island.

Dopo cena prendiamo posto a teatro. Il teatro è nuovissimo e si vede, è anche molto grande e tecnologicamente avanzatissimo.

Lo spettacolo ha ovviamente come colonna sonora tutte le canzioni del "Re" e le due ore volano in men che non si dica. Unica cosa: consiglio assolutamente di portarvi dietro una maglia o una felpa, insomma, qualcosa per coprirvi. Mentre in strada ci sono quaranta gradi, dentro al teatro ce ne sono forse 19. Due ore di spettacolo bellissimo ma anche di grande freddo che ho patito.

Dopo lo spettacolo andiamo a visitare altri due Hotel, i più nuovi e lussuosi di Las Vegas: "Wynn" ed "Encore at Wynn".

La hall di questi due colossi dell'extralusso sono formidabili, alle spalle della reception sono appese delle opere d'arte che dovrebbero più che altro rimarere in un museo.

Ora i prezzi delle suite sono un pochino scesi, nel 2010 erano inavvicinabili. Attualmente sono i numeri uno di Vegas anche come intrattenimento, negozi e ristoranti.

Prima di andare a dormire è il momento di giocare i nostri 50$ a testa ad un tavolo di Black Jack del Bellagio.

Parto prima io e ho subito un paio di mani sculatissime, sono sopra (ma non di molto e non per molto). Il croupier è un signore navigato sulla cinquantina e mentre sto per puntare mi dice di fermarmi, di prendere il mio tempo e di guardare alle mie spalle: "Stop Sir, take your time and check that girl!"

La mandibola mi è volata letteralmente a terra quando una delle ragazze più belle che abbia visto in vita mia mi passa a fianco. Praticamente la sosia si Scarlett Johannsson, con un vestito da sera meravliglioso. Quando ritorno alla realtà e mi giro verso il banco, il croupier mi fa un gesto che è internazionale: pollice e indice che si sfregano ad indicare: DENARO!

Alla mia domanda: "How much?", mi risponde: "Maybe 5000", io: "pro night?", lui ridendo: "pro hour!!!!". Io: "Oh my God, no no, too much for me!"

Ridiamo tutti, anche la coppia di giovani sposi giapponesi che giocava al nostro tavolo.

La fortuna gira e dilapido il mio capitale di 50$ in meno di mezz'ora. A Steno va peggio, è durato dinque minuti.

La mattina dopo visitiamo l'MGM perchè vogliamo vedere una delle cose che lo ha reso celebre. All'interno della hall c'è una gabbia in plexiglas dove vivono due magnifici leoni tirati a lucido in perfetto stile Hollywoodiano. Ogni ora, degli addetti entrano in questa gabbia gigantesca, fanno giocare i micioni e li sfamano. Come? Lanciando delle polpette di carne macinata sul plexiglas. Le polpette si appiccicano e i leoni con le loro dolci boccucce si avventano sulla carne mostrando le loro bianchissime zanne. Il tutto a meno di 3 centimetri da noi.

Las Vegas va vista almeno una volta nella vita.

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