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Fate il vostro gioco!

In Nevada il limite di velocità sulle interstate passa da 70 miglia ad 80 miglia all'ora, impostiamo la nuova velocità sul cruise control e facciamo solo una piccola pausa "idraulica" prima di rimetterci in viaggio.

Arrivando da Nord, Vegas, non si mostra subito. In lontananza scorgiamo decine e decine di linee eltrettiche sorrette da centinaia di altissimi tralicci, un groviglio di metallo scuro su colline totalmente brulle. E' solo un paio di miglia dopo che vediamo Las Vegas, una grande città in mezzo al nulla. Sosteremo due notti a Vegas ma in giorni differenti, quando il tour ci riporterà nella capitale del gioco d'azzardo.

Appena entrati a Vegas decidiamo di fare un pò di shopping prima di andare in albergo, tappa quindi al Las Vegas Outlet North. Un outlet molto simile a quelli nostrani, con i prezzi però leggermente più bassi.

In questo primo soggiorno alloggiamo al Luxor Hotel, all'inizio della "Strip". E' il famoso hotel in stile egiziano, quello con la grossa piramide di vetro nera. Come tutti gli Hotel della Strip, il Luxor, è prima un casinò. Tutto gira intorno alle grandi sale da gioco che stanno al centro. Praticamente sono tutti strutturati nello stesso modo: se vuoi andare da A a B devi passare per forza per la sala da gioco. La particolarità di questo Hotel è la Hall, la più grande al mondo, effettivamente fa impressione vederla quasi al centro della piramide con tutte le camere disposte sulle facce e sugli angoli. Sono proprio le stanze agli angoli che abbiamo prenotato, allo stesso prezzo delle altre sono molto più spaziose. Spaziose ok, ma non credevo così tanto. Gli ascensori che salgono alle stanze sono ovviamente inclinati e vengono chiamati "Inclinator". La mia camera è all'angolo opposto rispetto a quella di Steno e l'albergo è così grande che per andare da una stanza all'altra ci vuole un quarto d'ora buono, non scherzo.

Ogni Hotel è una piccola città del divertimento con ovviamente il casinò al centro di tutto, il resto è un insieme eterogeneo di ristoranti, negozi, attrazioni, teatri. E' il regno del Kitsch. In ogni hotel si può ovviamente entrare, andare a zonzo per i negozi, mangiare nei ristoranti e ovviamente giocare. Ci hanno consigliato di mangiare nei due ristoranti a buffet migliori: Bellagio e Treasure Island. Optiamo per il Treasure Island in quanto per raggiungerlo dobbiamo percorrere quasi tutta la Strip. E' quasi il tramonto, il caldo a Vegas è soffocante e c'è molta afa. Nella nostra passeggiata abbiamo modo di visitare alcuni Hotel e ovviamente la spettacolare danza delle fontane del Bellagio. Particolarmente kitsch è il The Venetian Hotel con la ricostruzione del canal grande (navigabile) all'interno dell'albergo. Fanno specie i gondolieri che trasportano coppie di anziani cantando "O' sole mio", avrei capito "La biondina in gondoleta", ma "O' sole mio" proprio non ci azzecca nulla. Gli americani hanno le idee molto confuse sulla nostra patria, e non solo su quello ;)

Prima di entrare al Treasure Island vediamo due spettacoli: l'eruzione del vulcano del Mirage e il mini musical piratesco del Treasure appunto. Dopo lo spettacolo facciamo la coda per entrare al buffet, non passa molto tempo che è il nostro turno. Beh, un buffet così non lo avevo mai visto. Sono presenti le cucine da ogni angolo del mondo: cinese, giapponese, brasiliana, greca, spagnola, italiana, argentina, francese... e puoi prendere ALL YOU CAN EAT!!! Io mi sono sfondato di crudità tra cui le chele dei buonissimi granchi imperiali, ne ho mangiate come non ci fosse un domani.

Dopo cena, tornare al nostro albergo è stato faticoso, tanto avevamo mangiato. Ma una bella passeggiata ci ha aiutato a smaltire un pò. L'articolo più trattato lungo la Strip è il sesso. Decine di "faccendieri" si avvicinano sbattendo plichi di minivolantini sulla mano; ogni volantino rappresenta un'agenzia di escort.

Il nostro interesse a questo punto si concentra sulle sale da gioco, cuore pulsante dell'economia di Vegas. La maggiorparte dei giocatori sono turisti provenienti da tutto il mondo, solitamente non puntano molto e non investono tanto denaro nel gioco. Per questa categoria infatti ci sono i tavoli con le puntate minime molto basse e puntate massime non elevatissime. Sono questi infatti i tavoli più popolati.

Sono sopreso di vedere comunqe tavoli con puntate di un certo "peso" frequentati sempre da due o tre persone. Si parla di puntate minime di mille dollari o più. Un riccone attempato in camicia e bermuda, circondato da quattro escort una più bella dell'altra, ha perso al Black Jack una cifra superiore al mezzo milione di dollari nel giro di mezz'ora senza battere ciglio. Mi rendo che di gente con la "pila" ce ne sta molta; per loro perdere mezzo milione di dollari è come per me perderne cinque. E' un pò uno schiaffo alla povertà, ma non sono un moralista e sinceramente, a Las Vegas, cosa potevo aspettarmi? Non sarà però questa sera che butterò all'aria i miei 50 dollari, ma la prossima settimana al Bellagio.

Torno nella mia stanza al Luxor, accendo il portatile e per curiosità guardo le temperature raggiunte nella giornata a Sand Dunes nella Death Valley. Alle ore 13:30 c'erano 51°C. Felice di essere nel mio lettone nella camera climatizzata mi addormento come un bimbo ma non prima di aver fatto un bel bagno con idromassaggio nel vascone ad angolo.

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