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Il regno degli Hoodoos

Il viaggio verso Bryce Canyon ci brucia quasi un'intera giornata a causa di lavori stradali a Zion che rendono una lunga parte di strada (quella più tortuosa) a senso unico alternato. Peccato che per ogni turno a senso unico passi più di mezz'ora. Rimaniamo bloccati per più di due ore in fila. Zion National Park è per noi solo punto di passaggio, purtroppo due settimane sono il minimo sindacale per questo giro, e per forza si deve lasciare indietro qualcosa.

Il pensiero va a Bryce Canyon, speriamo di arrivare prima del tramonto per vedere gli Hoodoos baciati dalla dolce luce serale. Gli Hoodoos sono i pinnacoli che si formano a causa dell'erosione delle rocce sedimentarie. In Alto Adige abbiamo un fenomeno simile al Renon con le sue piramidi, che per quanto bello sia non può reggere il confronto con quello statunitense.

Arriviamo a Bryce giusto una mezz'ora prima del tramonto, che culo.

Ci precipitiamo subito su una delle terrazze per scattare qualche foto e godere dello spettacolo che ci si presenta davanti e poi, stanchi dal viaggio, andiamo in albergo.

E' il Best Western Plus Ruby's Inn che ci ospita questa notte.

La camera è molto carina con vista sul laghetto, è dal balcone che vediamo gli ultimi istanti che il sole ci regala. La temperatura scende rapidamente, non sembra nemmeno di essere in estate, è più aria di fine autunno.

Mangiamo una buonissima bistecca alla Steak Room in una sala davvero molto bella, tutta in legno.

Stanchi dal viaggio ma con la pancia piena ce ne andiamo a dormire.

Come tutte le mattine ci svegliamo molto presto, facciamo una ricca colazione e andiamo nuovamente al Canyon. Decidiamo di fare un pò do trekking tra i vari sentieri di Bryce. Scegliamo uno sentiero indicato come media difficoltà: il Navajo Trail.

Essendo presto siamo tra i primi della giornata a scendere e immergerci in questo posto davvero unico. E' sorprendete come la natura in anni e anni di movimenti ed erosioni abbia potuto creare un simile spettacolo. Ad inventarlo non ci si riuscirebbe. Ad ogni curva il sentiero ci regala vedute meravigliose, abbiamo anche una fortuna sfacciata col meteo, mai una nuvola in tutto il viaggio. Anche qui regna il silenzio, le poche persone che incrociamo sembrano rispettare questi angoli di quiete, ci si saluta come si fa da noi in montagna, ma qui con un semplice "Good Morning" appena sussurrato. Solo le termiti del legno fanno più rumore di noi, sembra un cantiere in piena attività. I sentieri del Canyon sono casa degli scoiattoli chipmunk, quelli piccolini con la striatura sulla schiena. Sono davvero simpatici ma molto diffidenti rispetto ai più grandi cugini di Yosemite.

A dire la verità, qualcosa che faceva più rumore c'era: un gruppo di turisti che invece di parlare normalmente urlavano nonostante fossero ad un metro uno dall'altro.

"Aoooo, ce lo dovevano dì che sto sentiero stava da 'sta parte, anvedi 'sti americani, mo' so' stanco de camminà, nun ce sta n' posto dove ce se pò rilassà?"

Li guardavano tutti malissimo, ad un signore che stava vicino a noi è uscito un: "Italians.... what do you espect?"

Mi sono vergonato tantissimo!

Risaliamo il sentiero che ci riporta alla macchina, purtroppo dobbiamo partire subito, ci aspetta forse la trasferta più lunga, probabilmente non la più lunga in termini di miglia percorse, ma di tempo impiegato.

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