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Ghiacciai ed Icebergs

Nr. Giorno Data Tappa Distanze in Km Tempi di percorrenza
10 02/09/2018 Höfn - Kirkjubæjarklaustur 220 3h 3‘

 

Da

A

Strade

Km

Tempi

Soste

Höfn

Hoffelsjökull

N99+N1

22,9

28’

30’

Hoffelsjökull (laguna con icebergs)

Hoffelsjökull

Jökulsárlón

N1

69

1h

3h

Jökulsárlón escursione con anfibio

Jökulsárlón

Skaftafell / Vatnajökull National Park

N1

56,6

46’

1h 30’

Skaftafell (escursione alla cascata di Svartifoss e visita alla fattoria)

Skaftafell / Vatnajökull National Park

Kirkjubæjarklaustur

N1

71,6

55’

Pernottamento GIORNO 10 – 2 SETTEMBRE:

Hvoll Guesthouse

Hvoll Road 201, 880 Kirkjubæjarklaustur, Islanda

Tel.: +354 865-8913

141 EURO – STANZA DOPPIA, SI CUCINA E BARBECUE

day10 

Oggi ci aspetta una delle visite più attese del nostro viaggio in Islanda: il tour anfibio nella baia degli icebergs di Jökulsárlón. Come di consueto ci svegliamo molto presto, siamo tra i primi insieme ad una ragazza germanica e sua mamma. Appena svegli prendiamo le nostre cose ed usciamo dalla stanza per non disturbare gli altri che dormono. Andiamo in bagno a lavarci e vestirci e subito dopo facciamo la consueta colazione. Non vedo l'ora di addentare il tortino marmorizzato ricoperto di cioccolato. Fa parte ormai della mia routine mattutina dal primo giorno. Col freddo, lo strato di cioccolato che ricopre il tortino diventa duro e croccate ma una volta che indingi la fetta nel tè caldo allora si ammorbidisce fino a diventare quasi una crema, parte del cioccolato si scioglie nella tazza mescolando il suo sapore zuccherino a quello amaro del tè, che goduria.

Carichiamo i bagagli nella nostra Duster che ormai ha cambiato colore, è sporca da far paura anche se il peggio lo darà tra qualche giorno.

La prima sosta è molto vicina e la facciamo nella laguna di Hoffelsjökull. Siamo i primi ad arrivare, parcheggiamo e saliamo un piccolissimo promontorio che affaccia sulla laguna. Il cielo è plumbeo anche se le nuvole non mi paiono cariche di pioggia, inoltre, incredibilmente, non tira vento e apprezziamo un silenzio quasi artificiale.

La particolarità di questa laguna è il colore degli icebergs e dell'acqua. Il ghiacciaio, nella parte finale della sua corsa verso la laguna preme su uno strato roccioso molto tenero di colore nero, probabilmente cenere solidificata sotto la pressione dei ghiacci. Quello che ne risulta sono degli enormi icebergs levigati e striati di nero che galleggiano su acqua marrone e quieta. Ogni angolo di Islanda è una sopresa che ti lascia inebetito. Mentre Laura scende verso la laguna raccogliendo pietre vulcaniche io preparo il drone per un sorvolo che mi regalierà delle immagini stupende da inserire nel video.

Hoffelsjokull

Rimaniamo in questo luogo magico per circa un'ora, fino all'arrivo delle prime persone che guarda caso sono proprio le due donne germaniche che dormivano in ostello con noi. Le salutiamo e lasciamo che anche loro si godano questo spettacolo nel silenzio più incredibile.

Saliamo in macchina già felicissimi e l'ora di trasferimento in auto verso Jökulsárlón vola. Questa il lago di origine glaciale più famoso dell'isola e si trova proprio sulla N1. Con i suoi 260 metri di profondità è anche il lago più profondo d'Islanda. Si trova a sud del ghiacciaio Vatnajökull, il più grande d'Europa, ed è formato dallo scioglimento dei suoi ghiacci. Il lago si tuffa in mare attraverso uno stretto e brevissimo canale. La corrente trasporta gli icebergs in mare i quali poi vengono depositati in piccoli frammenti sulla lunga spiaggia di sabbia vulcanica nera: la famosa diamond beach; chiamata così perchè i trasparenti blocchi di ghiaccio sembrano dei giganteschi diamanti sparsi per tutta la spiaggia.

diamondbeach

Dall'Italia avevamo prenotato un giro con un anfibio nelle acque del lago glaciale in modo da poter osservare da vicino i giganteschi icebergs. L'anfibio accoglie a bordo circa una ventina di persone, saliamo e si parte nel giro di una mezzora; tempo di scattare alcune foto agli icebergs che si trovano vicino alla riva e intorno ai quali nuotano delle simpaticissime foche.

Il grosso anfibio si muove lentamente e goffamente sulla terraferma mentre una volta messa la chiglia in acqua le cose cambiano e sembra essere abbastanza agile nonostante le dimensioni.

La guida ci spiega che i ghiacci si stanno sciogliendo sempre più velocemente e il fronte del ghiacciaio si sta ritirando di diversi metri ogni anno. Ci avviciamo ad un grosso icebergs e la guida, aiutato da una persona a bordo di un piccolo gommone che ci segue a poche decine di metri, stacca un pezzo di ghiaccio usando un martelletto; frantuma il ghiaccio in pezzi grandi come dei cubetti e ce lo porge in modo da poterlo "gustare". Stiamo bevendo la storia, il ghiaccio che si sta sciogliendo nella nostra bocca ha più di duemila anni.

Il giro sul mezzo anfibio dura meno di un'ora, più che sufficiente per avvicinarci al fronte del ghiacciaio e scattare qualche foto.

jokulsarlon

Dopo il giro sul mezzo anfibio pranziamo e ci facciamo una passeggiata sulla diamond beach. Le forme che assumono i ghiacci sulla spiaggia sono incredibili e a volte sembrano forme di animali. Alcuni sono piccoli come palline da golf, atri pezzi di ghiaccio sono grandi come delle auto.

Risaliamo in macchina che è appena iniziato a gocciolare, speriamo che smetta presto perchè dobbiamo fare un breve trekk di un'ora per raggiungere la cascata di Skaftafell.

Raggiungiamo il parcheggio all'attacco del trekk per la cascata che sta ancora piovendo, anzi, sta piovendo a dirotto. Ormai siamo abituati, indossiamo i nostri indumenti idrorepellenti e si parte. Facciamo una prima parte dentro un boschetto di giovani pini e troviamo lungo il sentiero una notevole quantità di funghi porcini. Appena usciti dal bosco il meteo ci sorride: smette di piovere ed un sole pallido fa capolino dietro alle nuvole. Non ho portato con me il drone in quanto, proprio all'inizio del sentiero, c'erano esposti dei cartelli che dicevano chiaramente che era vietato l'uso. Ecco, come non detto, arrivati in cima sembrava di essere in un eliporto ed io, pirla, non avevo dietro il drone. Tornare indietro e rifarmi un'altra ora di salita proprio non era il caso, però mi sono mangiato le mani.

Devo dire che il rumore dei numerosi droni non è poi tanto fastidioso in quanto coperto dal fragore della belissima cascata basaltica.

skaftafell

C'é molta gente a visitare questa cascata per cui non rimaniamo molto. Sulla via del ritorno cerchiamo una fattoria visitabile che però non troviamo, poco male, è ricominciato a piovere e non vediamo l'ora di andare a farci una doccia calda.

Abbiamo una stanza doppia alla Hvoll Guest House, la stanza è piccola ma confortevole con un letto matrimoniale sormontato da un letto a castello a singola piazza. Doccia, cena e a nanna perchè domani ci aspetta un trasferimento molto impegnativo.

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