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Ho visto le balene

Nr. Giorno Data Tappa Distanze in Km Tempi di percorrenza
4 27/08/2018 Akureyri - Goðafoss - Húsavík - Hljóðaklettar - Keldunes 191 2h 31‘

Da

A

Strade

Km

Tempi

Soste

Akureyri

Goðafoss

N1

52,5

44’

1h

Goðafoss (cascate)

Goðafoss

Húsavík

N1+N845+N85

47,2

36’

4h

Húsavík (whale watching)

Húsavík

Hljóðaklettar

N85+N862+F888

70,7

54’

2h30’

Hljóðaklettar (trekk, parco naturale, rocce basaltiche)

Hljóðaklettar

Keldunes

F888+N862+N85

20,8

18’

Pernottamento GIORNO 4 - 27 AGOSTO:

Keldunes

Keldunes, 671 Garður, Islanda

Tel.: +354 465-2275

Costo: 70€ - Casetta quadrupla, sacco a pelo, si cucina

day4 

Lasciamo il bell'ostello di Akureyri la mattina presto. È freddo ma la giornata è splendida, non c'è vento e in cielo nemmeno una nuvola.

La prima sosta la facciamo alla cascata di Goðafoss che in islandese vuol dire "cascata degli dèi". Goðafoss è una delle cascate più spettacolari dell'isola e la buona notizia è che è rivolta con il fronte a nordest per cui il sole la illuminerà creando dei bellissimi arcobaleni. È possibile visitare la cascata sia dalla riva destra che sinistra grazie ad un ponte che attraversa il fiume; dalla riva destra è possibile anche scendere sul letto del fiume ed avvicinarsi in discreta sicurezza al fronte della cascata stessa.

godafoss1

Visto che è una bella giornata e non c'è praticamente vento ne approfitto per sorvolare la cascata col drone. Questa cascata è una delle poche rimaste (tra quelle famose) a non avere il "cartello di divieto di sorvolo col drone", anche se devo dire che questi divieti, sparsi in giro per tutta l'isola, non sono sempre rispettati.

godafoss2

Ci rimettiamo in marcia perchè alle 11:00 dobbiamo presentarci all'ufficio di Gentle Giants (clicca) ad Húsavík per confermare la nostra presenza all'escursione in barca per vedere le balene. Avevo prenotato l'escursione ancora a febbraio, non ci resta che saldare il conto e sfidare la sorte nel nostro primo "whale watching".

Sappiamo entrambi che non è detto che riusciremo a vedere i grossi cetacei, e visto che non stiamo andando a visitare un acquario, la possibilità di non vedere nessuna balena è decisamente tangibile.

È possibile fare questa escursione su due imparcazioni differenti. Avevamo inizialmente optato per la più economica barca da circa quaranta persone, con un giro di due ore nella vicina baia appena fuori dal piccolo porto di Húsavík. Il costo sarebbe stato di circa 83€ a testa. Ma si sa, l'appetito vien mangiado e una volta arrivati al molo e vedendo che c'era anche la possibilità di fare la stessa escursione ma con una speedboat da 12 persone, spendendo praticamente il doppio, beh... abbiamo cambiato idea e ci siamo fiondati sulla piccola e velocissima speedboat. Al costo di 154€ a testa ci siamo accapparrati due posti per l'erscursione che sarebbe stata anche di due ore e mezza e si sarebbe spinta anche in acque piú lontane dal porto.

Come avviene il whale watching? Prima di tutto bisogna conoscere le abituidi e i comportamenti delle balene. Quando sono sveglie e attive per la pesca, questi enormi mammiferi, prendono un bel respiro in superficie e si tuffano negli abissi per risalire da 6 ad 8 minuti più tardi per respirare nuovamente. Ed è in questo momento che si possono vedere i loro soffi a distanza. La balena rimane in superficie per circa un minuto per cui è importante avere un'imbarcazione veloce per potersi avvicinare il più rapidamente possibile prima che si immerga nuovamente. Prima di salire in barca ci vestiamo con delle tutone termiche messe a disposizione dall'equipaggio. La mattinata è fredda, non raggiungiamo i 10° centigradi, al largo fa più freddo e ci sarà anche vento. È necessario quindi indossare le tute sopra i nostri vestiti. Personalmente avevo: intimo termico, fleece, piumino, pantaloni autunnali, berretto, scarponi da montagna e tuta termica. Insieme alla tuta veongono forniti anche quanti e maschera per gli occhi. Devo ammettere che così bardati le condizioni climatiche sono decisamente sopportabili, tranne forse che per il mio amico Sandro (clicca) che avrebbe dovuto indossare un paio di tute termiche una sopra l'altra. Appena usciti dal porto il capitano spreme a fondo i potenti motori in quanto sembra che alcune balene siano già a portata delle nostre fotocamere. L'esperienza si rivela più divertente del previsto: cavalcare le onde con questo supergommone è una figata pazzesca, sembra di volare, soprattutto quando scavalchiamo le onde e la barca ci viene proprio a mancare sotto il sedere con una sensazione di vuoto tremenda. Abbiamo più culo che anima e nemmeno dopo 10 minuti avvistiamo una coppia di balene. Non facciamo in tempo ad avvicinarci che entrambe si tuffano negli abissi mostrando le code in tutta la loro grandezza e bellezza. A questo punto il capitano mette al minimo i motori e aspettiamo di vederle ricomparire. Dopo circa sette minuti le avvistiamo a meno di 100 metri da noi, ci avvicinamo tantissimo e possiamo scattare foto e fare dei video.

whale1

whale2

Vedere per la prima volta questi immensi e docili bestioni è un'emozione grandissima, non siamo così sculati da vederli saltar fuori dall'acqua ma ci accontentiamo. A metà escursione ci scaldiamo con un superalcolico locale, il Brennívin: un distillato di patate aromatizzato al cumino.

Nella seconda parte dell'escursione avvistiamo un'altra balena, stavolta si tratta di un capodoglio ma sta dormendo per cui ci affianchiamo, siamo tanto vicini da poterlo quasi toccare. Che spettacolo.

Ritorniamo nel porticciolo di Húsavík con i sorrisoni stampati sul volto, abbiamo avuto un culo sfacciato. Non per tutti è così, al mio amico Mirko ad esempio non era andata così bene, non avevano visto nulla, nemmeno un branco di delfini. Valutate quindi questa possibilità prima di prenotare l'escursione visto soprattutto che non è per nulla a buon mercato. Noi semplicemente ci siamo confrontati: "Siamo qui, che fai? Non la fai? Ti ricapiterà mai?" e ci ha detto bene.

Ci togliamo le tute termiche e andiamo alla macchina dove consumiamo il nostro abituale pranzo a base di panini, stavolta tocca ad un ottimo panino con tonno, cipolline e maionese. Ripartiamo in direzione del parco naturale di  Hljóðaklettar. Dopo un trasferimento di circa settanta chilometri abbandoniamo la N85 per prendere la sterrata N862 che percorriamo per circa una decina di chilometri prima di svoltare a sinistra sulla F888 che termina nel parcheggio del parco naturale.

Da qui parte un sentiero che va verso il fiume e che poi si dividerà in tre circuiti, uno molto corto, uno medio e uno più lungo. Visto il tempo a disposizione decidiamo di percorrere il secondo circuito che è di circa un paio di chilometri.

La particolarità del parco di Hljóðaklettar sono le enormi rocce basaltiche che compongono delle geometrie incredibilmente belle.

basalto3

basalto1

La passeggiata è semplice e non faticosa, il sentiero serpeggia tra piccole gole di roccia basaltica fino ad affacciarsi sul fiume Jökulsá á Fjöllum. Anche se è abbastanza tardi il sole non è ancora tramontato e illumina con una pallida luce il paesaggio. Arrivati alla biforcazione che divide i due sentieri più lunghi ci troviamo di fronte ad uno spettacolo incredibile: una grotta di basalto chiamata Kirkjan (la chiesa).

basalto2

La vegetazione è principalmente composta da piante di mirtilli neri e siamo nel periodo dove i frutti sono ormai maturi. Il terreno su cui crescono le piante è muschioso e non è difficile trovare dei funghi porcini.

Ce la prendiamo con calma e ci impieghiamo più di un'ora e mezza per fare due chilometri, ma davvero ne vale la pena. Siamo anche fortunati in quanto, oltre a noi, c'é solo una coppia e una famgilia di italiani (tra i pochissimi incontrati in due settimane di viaggio).

Il circuito che abbiamo percorso è quello segnato in giallo nella mappa che segue.

basalto4

Un riferimento più preciso lo potete trovare qui (clicca).

Finito il giro torniamo sui nostri passi perchè abbiamo prenotato una casetta nella campagna di Keldunes che è a pochi chilometri a nord di Hljóðaklettar, sulla strada N85.

Arrivati a destinazione bussiamo alla porta della nostra ospite che ci da le chiavi di una delle tre casette sistemate nei prati di Keldunes sulla riva del lago Skjálftavatn . Delle tre casette in fila quelle ai lati sono delle minicasette fatte da un cucinino e due grandi letti a castello. La casetta centrale è adibita ai servizi e alle docce. Peccato che sia iniziato a piovere. Parcheggiamo la Duster direttamente di fronte all'ingresso della nostra casetta e portiamo dentro i nostri bagagli e la roba da mangiare.

Ci accorgiamo che non abbiamo pane sufficiente per coprire la cena, la colazione e il pranzo del giorno dopo; stiamo anche esaurendo gli affettati per cui ci rechiamo ad una stazione di servizio distante circa dieci chilometri che ha anche un piccolo store. Per la prima volta ci confrontiamo con i costi di un piccolo supermercato che non fa parte di una catena discount. Il salasso è notevole.

La casetta è davvero piccola ma si dimostrerà decisamente confortevole.

keldunes3

keldunes1

keldunes2

Anche per questa sera non sono previste aurore, tra l'altro piove, per cui, dopo cena, ce ne andiamo a dormire, la giornata di domani si prospetta decisamente impegnativa.

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