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Secondo giorno al Mývatn

Nr. Giorno Data Tappa Distanze in Km Tempi di percorrenza
6 29/08/2018 Hlíd Hostel Reykjahlíð – Skútustaðagígar – Hofdi – Dimmuborgir - Krafla - Hlíd Hostel Reykjahlíð 63,4 1h6

Da

A

Strade

Km

Tempi

Soste

Hlíd Hostel

Skútustaðagígar

N1+N848

16,1

16’

1h 30’

Skútustaðir (passeggiata di circa 1h)

Skútustaðagígar

Hofdi

N848

7,4

7’

1h – 1h30’

Hofdi (passeggiata nel bosco da dove poi si vedono particolari formazioni rocciose nel lago)

Hofdi

Dimmuborgir

N848

3,2

4’

2h

Dimmuborgir (trekk di circa un paio d’ore)

Dimmuborgir

Krafla + Leirhnjúkur

N848+N1+F863

20,2

22’

1h (Stora)

+ 2h (Leirhnjúkur)

Krafla (trekk al cratere Stora circa 1h)  + Leirhnjúkur (trekk di un paio d’ore alla zona dei crateri)

Krafla + Leirhnjúkur

Hlíd Hostel

F863+N1

4

10’

2h

Pernottamento GIORNO 5 e 6 - 28 e 29/08:

Hlíd Hostel

day6

La giornata inizia come sempre con una buona colazione. A differenza di ieri il cielo è limpido e a breve il sole ci riscalderà.

Decidiamo che la prima destinazione della giornata sarà la passeggiata tra i crateri di Skútustaðagígar. Si trova esattamente dalla parte opposta del lago ma la si raggiunge in meno di una decina di minuti. Proprio di fronte al parcheggio della passeggiata c'è un distributore di benzina Orkan, lo stesso di cui abbiamo la tessera per cui decidiamo di fare il pieno, non si sa mai.

Il sole è già sorto ma scalda poco, bisognerà attendere ancora un po'. Iniziamo quindi la nostra passeggiata tra i bassi crateri ricoperti di erba, la loro conformazione è talmente particolare da ricordare il suolo lunare però ricoperto da vegetazione. La passeggiata farebbe un lungo giro intorno ad una piccolo laghetto proprio accanto al lago Mývatn ma, tanto per cambiare, il tempo è tiranno e vorremmo vedere quanto più possibile di questa splendida zona geotermale.

sukustadir

Il luogo si presterebbe ad una ripresa col drone ma aihmè il vento è troppo forte per far volare il piccolo Mavic.

Decidiamo quindi di proseguire con il nostro minitour del Mývatn e ci facciamo una passeggiata nel piccolo bosco di Hofdi. Si trova ad est del lago e a pochissimi chilometri a nord di dove siamo ora. Non facciamo nemmeno in tempo a salire in auto che siamo arrivati. Nel frattempo il sole è alto e fa il suo dovere: dona dei colori meravigliosi al paesaggio e ci scalda finalmente. Dopo la giornata di ieri ci voleva proprio.

La passeggiata ci porta via meno di un'ora, il sentiero è molto breve ed è ad anello. Lungo il sentiero troviamo tanti funghi porcini, che rabbia non aver tempo per cucinarli, per cui li lasciamo dove sono.

Il bosco di Hofdi ha tutte le sembianze di un giovane bosco alpino composto da abeti e pini molto giovani con la differenza di non crescere su un pendio montuoso ma su una pianura lacustre. Se non fosse per la conformazione rocciosa lavica delle sponde del lago si potrebbe pensare di essere quasi in Alto Adige.

La prossima tappa prevede un breve trekking tra le colate laviche di Dimmuborgir, quello che avremmo dovuto fare ieri ma a causa della pioggia incessante abbiamo posticipato ad oggi.

Sono circa le 11 del mattino quando entriamo nell'area di Dimmuborgir, fa decisamente più caldo anche se ovviamente non siamo in maniche corte. Una decina di metri dopo l'ingresso incontriamo un cartello informativo sui percorsi disponibili. Ce ne sono di facili, facilissimi e superfacili; tranne uno che il cartello dice essere "estenuante e difficoltoso" perchè passa proprio sulle colate e non ci gira semplicemente intorno. Scegliamo quello, al massimo, se le cose si fanno troppo impegnative, si torna indietro.

Ebbene, il sentiero si è dimostrato estremamente semplice, può farlo praticamente chiunque e, vuoi forse per il terrorismo fatto da cartello informativo, non incontriamo praticamente nessuno; il massimo della vita sono state due persone e due pecore che ci guardavano incuriosite.

Il sentiero si snoda in una gola protetta da due grandi colate, solamente alla fine si scavalca una colata risalendo per il pendio formato da rocce nere e taglienti. Alla base della gola c'é un fitto bosco di mirtilli rossi attraversato dal sentiero e dove ogni dieci metri si potrebbero raccogliere tanti funghi porcini da sfamare un esercito.

brise

Il trekk dura circa un paio d'ore con dei saliscendi poco faticosi anche se si svolge in parte sulle rocce laviche.

Una volta terminato il trekk andiamo in auto e pranziamo col solito panino fatto col pane in cassetta, salumi dal dubbio sapore e un formaggio ai funghi che in Italia non mangerei nemmeno sotto minaccia armata.

La seconda parte della giornata si svolgerà ad una ventina di chilometri a nordest del Mývatn, esattamente a Krafla. Ripercorriamo a ritroso la strada del giorno precedente, passiamo il centro termale, il parco geotermale di Hverir e poi svoltiamo verso nord.

Prima di arrivare nella zona di Krafla passiamo accanto ad una centrale geotermica davvero enorme, i tubi che portano il vapore alla centrale attraversano la strada formando quasi un androne sotto il quale passare con l'auto.

La prima tappa nella zona di Krafla è il giro del cratere dentro al quale c'è il lago Víti.

Fortunatamente non c'è molta gente, sarà per il vento che ha ricominciato a soffiare forte o per il meteo in rapido peggioramento. Subito aveva iniziato a piovigginare, la solita pioggerellina sottile, in stile inglese; pioggerella che poi si è trasformata in pioggia di ghiaccio. Il vento era talmente freddo che le sottili gocce d'acqua si erano trasformate in cristalli di ghiaccio che ti rimbalzavano addosso scivolando via sulle giacche idrorepellenti. Il meteo in Islanda è davvero assurdo, non appena smetteva di piovere ghiaccio spuntava il sole che generava arcobaleni un po' ovunque, salvo poi essere nuovamente sferzati dal vento gelido e dalla pioggerella che nel frattempo aveva ricominciato a scendere.

Il paesaggio però è uno di quelli che non si dimenticano. Quando le nuvole lasciano filtrare la luce del sole i colori smorti del lago e della terra si accendono improvvisamente, sembra quasi che qualcuno stia giocando con le regolazioni del colore di una tv.

viti

Per fare il giro del cratere ci vuole circa un'ora, dopodichè ci dirigiamo verso Leirhnjùkur, che dista a meno di un chilometro da Víti.

Qui ci aspetta un trekk tra le colate laviche di circa un paio d'ore. Inizialmente dal parcheggio si procede verso la grande pozza di fango bollente, per facilitare l'accesso all'area sono state costruite delle lunghe passerelle di legno in quanto, quando piove, il terreno sottostante si trasforma in una poltiglia fangosa. Una volta raggiunta la pozza di fango bollente è possibile procedere lungo due sentieri che portano entrambi alla cima della piccola montagnola che sovrasta la zona. Decidiamo di percorrere il sentiero più lungo che vediamo essere deserto, la maggiorparte delle persone sale direttamente sulla piccola montagna. Mai scelta fu più azzeccata. In meno di venti minuti di cammino tra le colate laviche ci ritroviamo totalmente isolati dal resto del mondo. La particolarità di quest'area è il fatto che le colate non si sono formate dalla lava che è scesa dalla pendice di un vulcano, bensì dalla lava che fuoriusciva da delle enormi spaccature del suolo. Le ultime due eruzioni sono avvenute nel 1975 e nel 1984; qui la crosta terrestre è talmente sottile e in alcuni punti il suolo è talmente caldo che ancora oggi sono presenti decine di bocche fumanti che trasformano questo deserto di lava un una valle dall'aspetto infernale.

Solamente una volta saliti sulla piccola montagna ci si può rendere conto della vastità delle colate che ci circondano e di quanto possa essere ostile all'uomo quel luogo.

Leirhnjukur

Scendiamo dalla montagna e ci dirigiamo verso l'auto. La giornata è quasi conclusa, ma prima di tornare all'ostello ci dobbiamo fermare a fare un pochino di spesa. I due giorni al Mývatn sono stati decisamente impegnativi, sia per l'elevato numero di escursioni, sia dal punto di vista climatico che, credetemi, se non siete abituati vi mette alla prova.

Una doccia calda dopo cena ci rimette a nuovo e siamo pronti ad affrontare un lungo tragitto verso le highlands, prossima meta: Askja.

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