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La battaglia di Zeus e i Titani

Sarà a causa della mitologica battaglia che risuona in questi luoghi, però la mattina i traghetti non partono.

Il nostro è un catamarano veloce che dovebbe raggiungere la piccola isola in poco più di due ore. Il traghetto sarebbe dovuto partire da mezzora ma ancora non fa imbarcare, voci dicono che non parte nulla a causa del troppo vento. Ci sembra uno scherzo visto che a Pireo non si muove una foglia. Come non parte il nostro catamarano per Mykonos, non parte nemmeno il traghetto per Santorini, pure alcune navi da crociera sono ferme in porto con la gente che aspetta sui ponti. Chiedo informazioni ad un membro dell'equipaggio ed effettivamente, appena fuori dal porto di Pireo, i venti soffiano forte e il mare è in burrasca. Dopo più di un'ora viene confermata la notizia che non si parte. Sconsolati ci dirigiamo all'agenzia che aveva emesso i biglietti dei traghetti per chiedere come avremmo potuto raggiungere Mykonos in giornata. Come noi fanno altri tre gruppi di ANM e molti altri viaggiatori. In agenzia regna il caos più totale, sembra però che nel pomeriggio si potrà salpare, tutti, tranne noi, per Mykonos non parte più nulla. A dire la verità, un traghetto per Mykonos c'è, sarebbe dovuto partire poco dopo il nostro, non è un catamarano, è bello grande, forse....

Dopo una lunga discussione col referente dell'agenzia che avrebbe voluto farci partire il pomeriggio dal porto di Rafina che sta dall'altra parte della penisola, a 60km da Pireo, riusciamo ad imbarcarci sul traghetto a Pireo che nel frattempo stava iniziando ad imbarcare. Facciamo i biglietti a bordo e l'attraversata sarà bella movimentata e lunga (quattro ore). Il rimborso del traghetto veloce ci sarà fatto al ritorno.

Riusciamo a sbarcare a Mykonos nel pomeriggio, Marietta, della Pension Anais ci preleva col pullmino e ci porta agli appartamenti. In fase di prenotazione mi aveva detto che il posto era per 12 persone e non per 16 però in modo magistrale riesce ad infilare i letti supplementari negli appartamentini e ci stiamo tutti. Ci aveva detto che saremo stati stretti, aveva ragione, ma sinceramente pensavo peggio ed ho alloggiato in posti ben peggiori, più sporchi e più angusti.

Quello che resta del pomeriggio lo passiamo alla spiaggia Paradise, famosa per essere casa di Sasà: l'italiano che gestisce il locale più trasgressivo dell'intera isola, ovvero il Tropicana.

In piedi sui tavolini, Sasà, microfono in mano, impartisce lezioni di vita, inneggiando alla libertà e ad altre cose che non sto a raccontare. Vestito solo di un perizoma con la parte davanti a forma di elefantino, con tanto di proboscide.

La gente però lo idolatra, si fanno insultare nei peggio modi, sia i ragazzi, ma soprattutto le ragazze.

La cosa mi diverte per dieci minuti scarsi e poi non vedo l'ora di scappare da quel postaccio dove un Mojito fatto male costa 12€ e andare a mangiare in un buon ristorante.

Sono vecchio.

Il vento che non ci ha fatti partire la mattina, sferza l'isoletta con tutta la sua forza, troviamo riparo nei vicoletti del paese di Mykonos che si rivela insapettatamente affascinante, peccato che sia imbottito di gente e che si faccia fatica a fare dieci metri in dieci minuti tale è la calca di gente che va e che viene. Anche se in una relazione avevo letto di non andare al ristorante da Nikos, in molti ce lo segnalano come valido. Quanto scritto sulla relazione era vero. Abbiamo mangiato molto male, i calamari erano surgelati e cotti malissimo, sembravano di plastica. Stessa cosa vale per i gamberi e per le altre pietanze. La location è carina, solo quella. Il vino è imbevibile e ci si potrebbe sverniciare l'auto. Il conto è pure salato, ma meno del risotto ai frutti di mare. Alcuni vogliono fare serata, io no, ne ho le palle piene di quel casino e sono stanco. Ci dividiamo e mi perdo sulla via del ritorno, facciamo un giro un pelo più lungo ma poi arriviamo a destinazione. Le mie condizioni di salute migliorano pian piano, ma anche questa notte, come le due precedenti, mi sveglio con una tosse tremenda.

Il mattino ci rechiamo prima in paese a fare colazione e poi, con l'autobus, raggiungiamo la bella spiaggetta di Psarrou. Peccato che il vento sia ancora molto forte e la sabbia ci frusta la schiena. Nemmeno in mare troviamo sollievo, le forti mareggiate hanno portato delle correnti molto fredde e non riusciamo a stare in acqua più di dieci minuti. Nel primo pomeriggio ci raggiunge la seconda parte del gruppo, in scooter. Stiamo ancora un pò in questa bella spiaggia ma il vento è davvero fastidioso.

Su suggerimento di una ragazza del gruppo ci rechiamo a Paraga Beach, sul promontorio che la domina si fa l'aperitivo più bello dell'isola, il posto si chiama Skorpyos e a differenza della chiassosa Paradise Beach, qui è tutto diverso: gente tranquilla, musica decente e a basso volume ma soprattutto un tramonto bellissimo. Due bottiglie di vino (di merda) e una coca per un totale di 96€, per cui, se ci volete andare, occhio ai prezzi. Tutto a Mykonos costa carissimo, hanno raggiunto, e a volte superato, i prezzi di Formentera; durante la settimana di ferragosto poi è un bagno di sangue. Ho visto dei lettini con ombrellone ad 80€ al giorno sulla spiaggia di Platys Gialos, vicino a Paraga. Mi rendo conto che il prezzo del lusso è il prezzo più giusto che ci sia, mi spiego; se c'è gente diposta a spendere quelle cifre per un lettino, lontano dalla spiaggia ma vicino alla console del D.J. con la musica a stecca tutto il giorno, beh, se fossi il padrone del bagno, i lettini, li farei ad 800€ al giorno, diventerebbe ancora più esclusivo e la gente farebbe a gara per accaparrarseli. Non è proprio il tipo di vacanza che fa per me, sono troppo vecchio per queste stronzate [Cit.].

Sono già da due giorni alle cicladi e non ho ancora mangiato il junkfood per eccellenza: il/la Pita Gyros. La Pita è il pane tipico greco, tondo, sembra una piccola piada o una grande tigella. Il Gyros altro non è che un Kebab, può essere di maiale, di manzo, di agnello e di pollo. La pita viene avvolta a mo' di cono e al suo interno vengono messi: carne, cipolla, pomodori, salsa tzatziki e patatine fritte. Avevo deciso che quella sera avrei mangiato Pita Gyros. Così è stato. Metà del gruppo è andata al ristorante, l'altra metà mi ha seguito in quello che io chiamo "andiamo a mangiare merda". Su tripadvisor la "merda" migliore sembrava essere quella del ristorante Souvlaki Story. Dal momento in cui ci siamo seduti a quando ho serrato le mie fameliche fauci sul Pita sono passati meno di dieci minuti. Semplicemente divino, il miglior Pita Gyros che abbia mai mangiato. Ricordavo i Pita mangiati a Santorini una decina d'anni prima, ma questo li superava abbondantemente. Così sarà fino a fine vacanza. Il miglior pita, secondo il mio parere, lo trovate da Souvlaki Story. Oltre al Pita, ci sono piatti di carne e vegetariani davvero buoni, le porzioni sono pure enormi, tanto che spesso, un piatto, veniva diviso tra due persone. Soddisfatta la mia voglia di unto me ne sono andato a dormire.

Il mattino seguente il vento aveva deciso di calmarsi anche se avrebbe comunque continuato a soffiare. Anche questa mattina ci si divide ed io vado a visitare il sito archeologico dell'isola di Delos.

Prendiamo la nave che parte dal porto vecchio di Mykonos alle dieci del mattino. Dopo circa mezzora di navigazione attracchiamo al piccolo porto. Non ci aspettavamo di dover pagare anche 12€ d'ingresso al sito, nessuno ci aveva avvisato. Deve essere una cosa piuttosto recente. Sia Marietta dell'Hotel che un'agenzia a Mykonos ci avevano detto che bisognava pagare solo 20€ del traghetto. Poco male. L'isola, oggi, è praticamente disabitata; gli unici abitati sono il guardiano e una folta colonia di gatti.

L'isola era già abitata fin dal 3000 a.C. e i suoi coloni furono soppiantati (circa nel 1000 a.C.) dai micenei che probabilmente vi portarono il culto di Apollo e di Artemide. Durante il periodo in cui era sotto l'influsso di Atene, nel santuario di Apollo, veniva custodita l'enorme somma dei contributi delle città greche. Solo in un periodo successivo, sotto l'egemonia ateniese, il tesoro fu trasferito nell'Acropoli di Atene. Delos, secono la mitologia, fu l'isola dove vennero partoriti Apollo e Artemide, divenne quindi sacra. A causa di questo, Atene, ne decise una purificazione spirituale. Tutte le tombe furono scoperchiate e i resti vennero trasferiti sulla vicina isola di Renea e seppelliti in una fossa comune. Si decise che nessuno avrebbe potuto più nascere o morire nell'isola sacra per cui le donne partorienti e i malati gravi dovevano trasferirsi sull'isola di Renea. Di li a poco tutti gli abitanti di Delos vennero esiliati, contemporanamente venne costruito un nuovo e più maestoso tempio di Apollo. Delos decadde dopo il saccheggio da parte di Mitriade VI (86 a.C.), re del Ponto. Tutti i suoi abitanti vennero uccisi. Solo successivamente, in periodo romano, Delos conobbe un nuovo periodo di rinascita ed espansione edilizia.

L'isola può definirsi un'immensa area archeologica e tra i monumenti spiccano il Santuario di Apollo, il Tempio degli Ateniesi, la Via Sacra, la Casa dei Nassi, il tempo di Artemide, l'altare di Zeus, la Via dei Leoni e molto altro ancora. Sull'isola c'é anche un piccolo museo, ma molti dei reperti più belli sono stati portati al nuovo museo dell'Acropoli ad Atene. Finiamo la visita (di circa un paio d'ore) con la salita sul monte Kynthos (Cinto) dal quale si vedono le vicine Mykonos e Renea.

Torniamo il primo pomeriggio a Mykonos, soddisfatti della visita, e stavolta andiamo a Platis Gialos e ci spaparanziamo nella spiaggetta libera poco più a sud. Non c'é quasi più vento ma il mare è ancora molto freddo.

Facciamo aperitivo ancora a Paraga Beach, ma non allo Skorpyos, ci fermiamo ad uno dei lidi della spiaggia. Il mare è molto bello ma i costi sono proibitivi. Una birra in bottiglia 10€, un mojito (orrendo) 15€.

Non facciamo troppo tardi, stasera ceniamo tutti insieme al Souvlaki Story, la voglia di unto è generale. Poi dobbiamo svegliarci presto perchè il traghetto per Paros parte alle 9:45 e alle 9:00 dobbiamo essere in porto.

Il mattino successivo Marietta ci accompagna al porto. Per quel che mi riguarda, lascio Mykonos senza troppo dispiacere, bel mare, bello il paese ma per me, potrebbero morire di fame. I costi non sono minimamente giustificati, il mare del Salento o della Sicilia con il Parco Naturale dello Zingaro insieme a Favignana e Marettimo è di gran lunga più bello, senza scomodare la Sardegna con l'arcipelago della Maddalena o la Costiera Amalfitana. Addio Mykonos, a mai più rivederci.

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