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Rottami a due ruote

Ci vuole circa un'ora e mezza di navigazione per raggiungere Paros, una delle isole più grandi dell'arcipelago delle Cicladi.

Non abbiamo bisogno del transfer in quanto il nostro albergo è a cento metri dal porto. L'Hotel Kontes, è appena stato ristrutturato e sarà il più bello dell'intera vacanza.

Alcuni ne approfittano per riposarsi in camera, altri vanno nella vicina spiaggia di Livadia. Io vado alla ricerca di un Moto Rent. Sembra che a Paros il noleggio scooter costi carissimo rispetto alle altre isole e così è. A Mykonos, uno scooter 125cc nuovo costava 25€ al giorno. A Paros, uno analogo viene sui 60€ al giorno. Ci dobbiamo accontentare di noleggiare dei cinquantini, peccato che in tutta Parikia (la città principale di Paros) non ci sia un noleggio scooter che ti dia dei cinquantini nuovi. Quelli che noleggiamo sono dei vecchissimi Zip o Thyphoon. Sono tenuti insieme dal fil di ferro. Non solo, ci costeranno 30€ al giorno. Chi ce li noleggia si raccomanda di chiamare il numero telefonico scritto in grande sul contratto. Su 8 scooter noleggiati, 5 ci lasceranno a piedi e due di quelli sostituiti ci lasceranno a piedi a loro volta. Ogni volta che uno scooter muore, chiamiamo il numero segnalatoci e in poche ore arriva il meccanico a bordo di un altro scooter con qualche attrezzo; ci lascia il suo scooter, ripara quello fermo e se ne va. Scooter senza fari, senza pedalina di avviamento, selle rotte, caschi senza laccio di sicurezza. Non una di quelle merde passerebbe la revisione in Italia. Purtroppo, l'alternativa è andare in bus o spendere più del doppio per uno scooter decente.

Prenotati gli scooter per i successivi due giorni torno in albergo, riposo un pochetto pure io e prima di cena prendiamo l'autobus che in una mezzoretta ci porterà a Naoussa.

La piccola città col suo porticciolo è un gioiellino. Ogni vicolo imboccato è uno scorcio perfetto per una foto da cartolina. La si gira tutta in meno di un'ora. L'aperitivo a Naoussa è stato sicuramente in stile "Avventure Nel Mondo". Prendiamo patatine e birre al piccolo supermercato, ci piazziamo sulla parte deserta del porticciolo e brindiamo quando il sole scompare dietro l'orizzonte e i vicini ristoranti accendono le candele sui tavoli. Metà del gruppo al ristorante e metà mangia street food. Un pita gyross è sempre un buon modo per riempirsi la panza.

Torniamo al nostro bel Hotel nemmeno troppo tardi e ci godiamo un po' di relax sulla terrazza con un paio di birre.

L'indomani mattina ci rechiamo al vino rent a ritirare gli scooter. Degli otto scooter noleggiati, quello di Leo, accenna a malfunzionamenti dopo meno di venti chilometri. Il mio zip sembra andare più degli altri, peccato che abbia la sella sfondata, le maniglie e le pedaline per il passeggero rotte e pure la pedalina per l'accensione, cosa che se non dovesse funzionare il tasto del motorino di avviamento sarei a piedi. Metà del gruppo si dirige a nord, verso la spiaggia di Santa Maria, che ci dicono essere la più bella. Parte del gruppo invece preferisce dirigersi a sud, percorrendo l'isola in senso antiorario per andare a prendere il sole nella lunghissima Golden Beach. Arrivati a Santa Maria, mi fido delle relazioni degli anni precedenti e non mi fermo subito nel grande parcheggio. Proseguo verso nord, seguito dalla piccola truppa di scooter. Meno di due chilometri dopo, la strada da asfaltata diventa sterrata e sabbiosa. Parcheggiamo gli scooter e ci addentriamo nella piccola pineta che precede la spiaggia. Il posto è molto bello, due calette separate da un piccolo lembo di terra su cui si trova un Dive Center. La piccola spiaggetta ad est è completamente attrezzata e riservata ai clienti dell'hotel vicino. Quella ad ovest è completamente libera. Non avendo gli ombrelloni ci alterniamo al bar per ripararci dal caldissimo sole di fine agosto. Nonostante il sole sia cocente, il mare è decisamente freddino. Un paio di gradi in più non ci avrebbero fatto schifo. Visto che lo scooter di Leo è arrivato a destinazione spegnendosi ogni due chilometri decidiamo di chiamare il meccanico per farcelo sostituire. Dopo circa un'ora veniamo richiamati, il giovane è arrivato armato di attrezzi e tanta buona volontà. Scambiamo lo scooter di Leo col suo, lo ripara e se ne va. I ragazzi che sono stati alla Golden Beach ci raggiungono nel tardo pomeriggio. La sera si avvicina e nella spiaggia principale di Santa Maria ci sarà una festa. Ci dirigiamo lì, ma ecco l'imprevisto: il mio scooter non parte più. Solo a spinta e con grande fatica. Arriviamo al grande parcheggio della spiaggia e chiamo nuovamente il meccanico che arriverà in meno di un'ora. Quando arriva e mi vede, ride e mi dice: "Really? You? Again?". Avrei voluto rispondergli con una bestemmia ma è stato gentile e visto che ormai si era fatto buio e avrei dovuto farmi più di 30km di notte ho preferito soprassedere e prendere il suo Typhoon. Siamo comunque in anticipo per la festa e decidiamo quindi di andare a mangiare nell'unico posto che abbiamo intravisto: la Taverna To Dixty. Col senno di poi sarà il posto dove mangeremo il miglior cibo greco della vacanza. Dopo cena torniamo alla spiaggia, la festa è iniziata e incontriamo un altro gruppo di ANM coordinato da un simpaticissimo pugliese. Come sempre, visto che sto diventando vecchio, non mi va di far tardi e con la parte meno "mondana" del gruppo torniamo in albergo. Saranno 35 minuti di tragitto al buio, si perchè il mio scooter al posto del faro anteriore ha un lumino che farebbe fatica ad illuminare un libro comodamente sdraiati a letto. Se a me manca il faro anteriore, a Valerio manca quello posteriore. Unendo le forze siamo riusciti a creare una mini carovana scarsamente illuminata. Arrivati illesi a destinazione, ci chiama Leo, il suo scooter, appena sostituito, lo lascia a piedi a 5km dall'albergo, in piena statale. Fortuna che almeno il cellulare aveva copertura ed è riuscito a chiamarci; con due scooter siamo tornati a prendere lui e Maria Chiara. Sono stanco e cotto dal sole, non vedo l'ora di farmi una doccia e morire a letto, così farò. La meta del mattino dopo è la Golden Beach, mentre altri andranno sulla piccola Antiparos. L'idea nostra è quella di raggiungerli nel primo pomeriggio. Tra una cosa e l'altra partiamo da Parikia tardissimo e arriviamo alla Golden Beach che è quasi mezzogiorno; inutile dire che non troviamo un ombrellone nemmeno a pregare per cui ci accontentiamo di economici lettini vicino ad un piccolo bar/ristorante. La storia si ripete, ci alterniamo per proteggerci dal sole e badare ai nostri zaini. La telefonata di Valerio spegne tutti i nostri buoni propositi per andare ad Antiparos. Sembra che sia difficile raggiungere le spiagge, sembrano essere private. Da quello che avevo letto, però, su alcune spiagge si poteva arrivare, ma evidentemente non erano segnalate per cui invece di raggiungerli, loro hanno raggiunto noi alla Golden Beach. Non ceneremo lontani perchè vogliamo farlo con Massimo, che in questi giorni è stato molto male, un principio di polmonite che lo ha tenuto in camera per quasi tre giorni. Torniamo quindi in albergo prima di cena e ci godiamo il bellissimo tramonto sulla strada del ritorno. È bello vedere le silhouette degli altri scooter stagliarsi all'orizzonte. Ceneremo al ristorante Noufaro lungo il porticciolo di Paros su consiglio del ragazzo che sta alla reception del nostro albergo. Sarà stato un suo amico, per forza, si è mangiato malissimo, da evitare come la peste. Ci rifacciamo con una bevuta nel piccolo bar situato all'interno del mulino che si affaccia sul mare, al termine del porto, verso sud. Location favolosa, tranquilla, buona scelta di alcoolici. Però non hanno nè Rum nè Whisky che mi piacciono, mi accontento di un Jameson servito con un bicchiere di acqua ghiacciata.

Il traghetto per Naxos partirà in tarda mattinata, alle 11:45, per cui possiamo dormire alla grande.

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