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La porta di Apollo

Naxos è la più grande delle Cicladi, è situata ad est rispetto alla vicina Paros e per raggiungerla ci vuole circa un'ora di traghetto. La prima cosa che notiamo, una volta arrivati in porto, è la gigantesca Porta di Apollo, detta Portara, situata sul promontorio a nord.

Ad aspettarci al porto c'é il sig. Dimitris, con la sua Ape Piaggio degli anni '80. Carichiamo i bagagli sul piccolo cassone dell'italico triciclo e visto che ci siamo, carichiamo Ska al posto del passeggero.

L'Hotel Sphinx non è molto lontano, saranno quattrocento metri dall'attracco del traghetto. Da fuori sembra carino ma le camere sono molto vecchie e sono sprovviste di aria condizionata. È l'unico albergo che ci fornisce la colazione inclusa. Sarebbe quasi inutile visto che le bakery, che non mancano mai, sono molto economiche, si mangia bene e sono aperte 24/7. Dopo aver preso le stanze ci riposiamo un pochino. C'è chi va per negozi, chi dorme in stanza, chi va nella vicina spiaggia di St. George. Non noleggiamo gli scooter. I programmi per i giorni successivi prevedono diverse attività a scelta. Il primo giorno: spiaggia e mare, oppure visita ai bellissimi paesi nell'entroterra tramite bus, oppure trekking sul monte Zeus che coi suoi 1004mt s.l.m. è la vetta più alta delle Cicladi. Per il secondo giorno è prevista una gita in barca di tutto il giorno verso le Piccole Cicladi che si trovano poco a sud di Naxos.

Tra una cosa e l'altra si sta facendo tardi e vogliamo goderci il tramonto dalla Porta di Apollo. In meno di dieci minuti a piedi siamo sul piccolo promontorio dove si trova la Portara. Si tratta fondamentalmente di un frammento incompiuto del tempio di Apollo. La porta è alta quasi sei metri e larga più di tre; è costituita da due stipiti e da un architrave di marmo proveniente dalle cave di Flerio, nella stessa isola. La porta è affacciata ad ovest e da essa si può vedere il sole tramontare. Mentre il sole compie il suo percorso il promontorio si affolla di gente, un pubblico particolarmente educato e silenzioso che ho moto apprezzato. Posso affermare senza ombra di dubbio che, a me, è piaciuto molto di più questo tramonto rispetto a quello famoso di Oia a Santorini. La sera c'è un evento particolare sull'isola, la prima di campionato di serie A, si parte subito con Juventus-Fiorentina. La maggiorparte dei maschietti del gruppo si assenta per l'evento. Ce la guardiamo nel baretto vicino al nostro albergo, dopo che avevo prenotato i posti. Partita, birra, hamburger, patatine, insulto libero visto che ero l'unico gobbo circondato da tifosi viola, da un interista, un milanista e dei napoletani. La goduria è stata tanta quando vedi segnare Higuain alla prima di campionato con relativo rosicamento da parte dei napoletani che lo insultavano: "Chitemmuort!!! Lota!!!". Dopo la partita, finita con la Juve vittoriosa due a uno sui nemici fiorentini, raggiungiamo il gruppo che è a cena al Ginger, il ristorante vicino al nostro albergo; lì festeggiamo il compleanno di Valentina, la nostra fisioterapista dalle manine d'oro. Il giorno dopo ci dividiamo in tre gruppi: uno parte per il trekk sul monte Zeus, uno va alla scoperta dei paesini nell'entroterra, e uno va alla bella spiaggia di Mikri Vigla. I paesini si possono visitare utilizzando degli appositi Bus che partono da Naxos e passano per Glinado, Ag. Arsenios, Vivlos, Halki, Filoti, Aphirantos e alcuni altri, fermandosi di volta in volta lasciando tempo ai passeggeri di visitare le bellezze di questi bellissimi villaggi. Io ho optato per andare alla spiaggia di Mikri Vigla che raggiungiamo in Bus, famosa per essere divisa in due da un promontorio che la spezza nelle parti nord e sud. La cosa bella è che vegono equamente divise tra amanti del Kite-Surf/Windsurf e bagnanti a seconda della direzione del vento. Il promontorio è formato da granito levigato dal vento e dalle intemperie, il paesaggio somiglia molto a quello della Gallura in Sardegna, anche se il mare italiano è di gran lunga migliore. Il vento tira da nord, per cui nella spiaggia a nord si trovano tutti i kite-surfisti e la piccola baia è tutta una festa di vele che si muovono in un turbinío di colori. Noi, riparati dal promontorio, ci piazziamo nella spiaggia a sud. Fortuna vuole, che come la Sardegna, anche questa spiaggia è preceduta da una piccola pineta che offre ombra. Ci piazziamo sotto i pini marittimi e crolliamo esausti, nemmeno avessimo attraversato a piedi il deserto della Death Valley. Ci risvegliamo solo per mangiare qualcosa e per fare il bagno in un'acqua che pian piano sembra si stia scaldando, anche se è ancora molto fredda. Ho optato per la spiaggia perchè, paradossalmente, una vacanza così non la facevo da diversi anni. La mia idea di vacanza è ampiamente documentata nelle pagine di questo sito.

Torniamo in albergo prima del tramonto, belli rilassati, fin troppo. Ceniamo da Assom, lungo il porto, nulla di che, era meglio un Pita Gyros.

Per il giorno dopo abbiamo prenotato una gita in barca alle piccle cicladi. Avevamo due alternative. Spendere 45€ a testa ed imbarcarci in un barcone turistico insieme ad un altro centinaio di persone e seguire l'itinerario previsto dall'agenzia, oppure spenderne 50 e noleggiare una barca a vela con equipaggio a disposizione solo nostra che ci porta dove noi vogliamo. Senza pensarci due volte scegliamo la barca a vela tutta per noi, per una volta vogliamo sentirci i Bill Gates della situazione. Salpiamo per le dieci del mattino su una bellissima imbarcazione. Quelli della Action Seaze ci hanno regalato la più bella giornata dell'intera vacanza. L'equipaggio era composto da due ragazzi giovani e simpaticissimi: lo skipper e il suo secondo. La giornata è perfetta per un'escursione in barca, ma meno per veleggiare. Il mare è una tavola blu (cit.) e in cielo non si vede una nuvola. Avanziamo verso la nostra prima meta utilizzando il motore e gettiamo l'ancora nella piccola baia di Rina, a sud dell'isola, ci tuffiamo in un mare splendido, pieno di pesci e finalmente l'acqua è calda. Ci addentriamo dentro la piccola grotta e sentiamo una corrente di acqua dolce scorrere e mescolarsi con l'acqua salata del mare. Nuotiamo fino a riva, la piccola spiaggia di ciottoli è raggiungibile solo via mare, che paradiso. Usiamo la prua della barca come trampolino per qualche tuffo e ripartiamo poco dopo. Compreso nel prezzo ci sono bevande, snack e pure il pranzo. Le prossime mete saranno, Koufonisia e Schinoussa; attraccheremo sempre a pochi metri dalla riva nel mare più bello che abbia visto alle Cicladi. Anche il pranzo, compreso pasti per vegani e vegetariani, è buonissimo, forse il migliore di tutta la vacanza. Il frigo della cambusa è pieno di lattine di birra e altre bevande, non riusciremo a bere tutto, ce ne avanzerà molto. Durante i trasferimenti c'é chi prende il sole a prua, altri che ascoltano musica a poppa, chi si sdraia sulla piccola passerella a poppa. Tutto questo ai nostri tempi, noi decidevamo quando muoverci e dove andare, ovviamente su consiglio dei ragazzi dell'equipaggio. L'ultima tappa è sulla via del ritorno, che, vento permettendo, per una piccola tratta faremo veleggiando. Ci fermiamo al largo di Mikri Vigla, la gente ci guarda con invidia, la stessa invidia dei passeggeri del barcone che avremmo dovuto prendere in alternativa. Attracchiamo al porto di Naxos verso le 19:00. Ringraziamo l'equipaggio per la bellissima esperienza e torniamo in albergo contentissimi di quella che sarà, per molti, me compreso, la giornata più bella di tutta la vacanza: lontano dal casino, dal turismo di massa. Voglio che anche la sera sia perfetta e mi fermo a mangiare street food, mi mangio un Pita Gyros, mi bevo una coca ghiacciata e per finire in bellezza mi compro dei Cigarillos Cohiba Club (non ho trovato i sigari) e me ne fumo un paio la sera prima di andare a dormire, davanti ad un rum scadente, ma va bene così, la giornata è stata perfetta. Naxos, essendo l'isola più grande, è anche quella che può offrire di più, sicuramente l'isola che ho preferito tra quelle visitate, escluse ovviamente le Piccole Cicladi. Sapere che l'indomani possiamo imbarcarci verso l'ora di pranzo mi fa godere ancora di più.

Dal porto di Naxos ci vorranno due ore per raggiungere l'ultima delle quattro isole dell'itinerario.

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