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A un passo dal cielo

Uno dei motivi principali che mi ha spinto in Ladakh è poter visitare i suoi famosi monasteri che possono considerarsi veramente "a un passo dal cielo".

I monasteri più belli sono arroccati sulle cime di piccole montagne che solitamente dominano le strette valli, oppure sono costruiti sui ripidi pendii delle alte vette della catena dell'Himalaya.

Quello che li rende meta di pellegrinaggio buddhista è la loro tradizione intatta ed immutata col passare del tempo. In ogni monastero vivono da poche decine ad alcune centinaia di monaci i quali si prendono cura del monastero stesso durante le pause di meditazione. Sono luoghi magici con una storia antichissima e sono rimasti così per centinaia di anni. In ogni monastero è possibile vedere i monaci durante la recitazione di antichi mantra: "Om Mani Padme Hum".

L'armonia dei contrasti oltre i 5.500 mentri tra le verde vegetazione delle valli più base, i deserti d'alta quota, vallate rocciose dalle quali svettano cime altissime oltre 7.000 metri e i bianchissimi ghiacciai, viene interrotta dal bianco delle mura di questi imponenti monasteri.

Al loro interno ci sono sia gli alloggi dei monaci, sia le cucine ma anche soprattutto le stanze di preghiera.

Quando si entra in queste sale si viene assaliti da un senso di pace e solennità. Le pareti sono dipinte con immagini raffiguranti il Buddah ed altre immagini relative alla religione buddhista. Non è raro vedere le sedute dei monaci sulle quali sono posate le loro vesti da cerimonia mentre un monaco recita un mantra accompagnato dal suono perpetuo e profondo di un grosso tamburo, intervallando di quando in quando alcuni rintocchi di piccoli piattini di bronzo o un tintinnio di campana tibetana.

salapreghiera

I mantra sono scritti per lo più a mano su dei fogli rettangolari dalla base lunga ma alti pochi centimetri. Tutti i fogli sono tenuti assieme in raccoglitori di legno e stoffa.

mantra

E' possibile fare donazioni di ogni genere ed entità. Ongi donazione è catalogabile su un registro da parte del donatore che oltre a scrivere entità della donazione e il proprio nome può dedicare dei pensieri o delle preghiere.

Le donazioni in denaro sono l'unica fonte per la manutenzione di questi monasteri, mentre le donazioni di cibo e bevande vengono utilizzate dai monaci.

Gente da tutto il mondo partecipa alle donazioni ed è interessante leggerne la provenienza. Alcuni donatori "anonimi" sono anche molto divertenti; tra i partecipanti si possono trovare: "Ieovah", "Pope Franciscus", "Mohamed" ecc.

Tra i tanti monasteri visitati (Alchi, Rizong, Lamayuru, Likir, Thikse, Takthok, Chemry, Diskit e infine Spituk) quelli che mi hanno colpito di più sono stati sicuramente quello di Thikse per le sue sale di preghiera e la vista mozzafiato e quello di Lamayuru per la posizione e il paesaggio lunare della Moonvalley che lo circonda.

Thikse

thikse

 

Lamayuru

lamayuru

Circa una o due volte l'anno lo stesso Dalai Lama si reca in uno di questi monasteri. Noi purtroppo non siamo riusciti a vederlo in quanto la manifestazione nei pressi di Thikse, dove avrebbe presenziato il Dalai Lama, si sarebbe svolta solo un paio di giorni dopo la nostra partenza.

Siamo però riusciti a vedere uno dei tanti festival di questi monasteri, più precisamente abbiamo visto il Takthok Festival. Ogni anno, durante il periodo che va da maggio a settembre, i monasteri organizzano dei festival dove i monaci indossano antiche e coloratissime maschere e si esibiscono in danze propiziatrici. Sovente coinvolgono anche i numerosi spettatori che si mescolano tra la gente locale. Le danze sono accompagnate dalla musica suonata da altri monaci con strumenti molto singolari.

takthok1

Tra una danza e l'altra i monaci si recano nella sala di preghiera del tempio per cambiarsi d'abito ed è possibile assistere alla vestizione.

takthok2

Lo spettacolo è molto bello e lontano dalle cerimonie a cui siamo abituati.

Alcuni monaci sono molto disponibili al contatto con gli stranieri, alcuni ti invitano a bere un tè nella loro piccola dimora (solo quando in giro non c'è tanta gente), molti conoscono l'inglese abbastanza bene ed è molto stimolante una conversazione con loro. Conoscere punti di vista ed abitudini così lontane dalle nostre è bellissimo, sono esperienze che poi ti porti dietro tutta la vita. Alcuni ti portano a riflettere anche su questioni quotidiane che per noi ormai sono solo abitudine.

Altri invece sono molto schivi.

Quello che li caratterizza è la sensazione di pace e tranquillità che trasmettono. Da questo punto di vista li invidio tantissimo.

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