Perù 2025
Perù
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Storia, montagne, colori, tradizioni, mistero
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1 |
(sab) 02/08/2025 |
Milano Malpensa/Roma Fiumicino/Venezia Marco Polo -> Madrid |
1.152/1.335/1.410 |
2h20’/2h35’/2h40’ |
Il decollo di tutti e tre i voli è un pochino in ritardo ma nulla di grave.
Il problema è il volo Madrid Lima che subirà un ritardo di oltre sette ore a causa di un guasto all’aeromobile. Abbiamo dovuto aspettare l’arrivo di un volo da San Paolo per poi salire su quell’aereo (aeromobile identico).
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(dom) 03/08/2025 |
Madrid -> Lima -> Paracas |
9.518; 14; 250 |
11h35’; 30’; 4h |
Con oltre tre ore di ritardo decolliamo da Madrid ed atterriamo a Lima mantenendo questo ritardo sulla tabella di marcia. Avevo avvisato il nostro corrispondente del nuovo orario di arrivo e quindi, una volta a Lima, ci aspettava il bus privato per portarci in centro. Il bus ci molla ad un centinaio di metri dal nostro albergo dove saliamo nella stanza che abbiamo chiesto per depositare temporaneamente i bagagli; alcuni ne approfittano per usare il bagno. Visto che è saltata la visita di Lima chiedo al corrispondente cosa si può fare e lui ci mette a disposizione una guida in condivisione con un altro gruppo di Avventure, anche loro sul volo in ritardo. Pago sia i trasporti da Lima a Puno con la cassa viaggi che la stanza con la cassa comune.
La guida ci porta inizialmente ad un cambia valute dove riusciamo a spuntare 1 € = 4,18 SOLES; proseguiamo poi la veloce visita delle vie centrali della capitale. Siamo fortunati perché ci imbattiamo in una parata composta da diverse compagnie che suonano e ballano vestite dei costumi dei loro luoghi nativi. La guida ci ha spiegato che è una cosa ricorrente a Lima. Dopo una breve visita all’antico Gran Hotel Bolivar ci infiliamo in una via dedicata allo shopping di artigianato locale ed è arrivata l’immancabile marchettata in un negozietto conosciuto dalla guida dove ci hanno fatto assaggiare il famoso Pisco Sour e ci hanno mostrato come si prepara. Ovviamente poi hanno cercato di venderci il liquore.
Ritorniamo in hotel dove ci sta aspettando il Van privato che ci farà attraversare la città passando per Barranco e per Miraflores, non abbiamo tempo di visitarli. Dopo circa quattro ore arriviamo a Paracas, complice anche il driver che ci è stato assegnato. Meglio uno driver troppo prudente piuttosto che uno più “sportivo”, ma il nostro era davvero tanto tanto prudente. Andava mediamente tra i 20 e i 30 chilometri orari sotto il limite. Ci sorpassava chiunque compresi i camion rimorchio.
Il van ci molla davanti all’hotel. Prendiamo le stanze, paghiamo e ce ne andiamo alla prima cena del viaggio presso il ristorante El Delfin Dorado. Un grande classico a Paracas. Si mangia bene, è grande ed è una consuetudine per i gruppi di Avventure, inoltre è anche abbastanza economico e accetta la gratuità del tour leader.
Dopo cena a nanna che l’indomani la sveglia è molto presto.
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(lun) 04/08/2025 |
Paracas -> Isole Ballestas -> Oasi di Huacacina -> Nasca |
75; 144 |
1h30’; 2h30’ |
Il ritrovo è alle 6:00 al molo che dista un centinaio di metri dal nostro albergo.
Saliamo su una barchetta dotata di tetto e quattro sedili per fila, due a destra del corridoio centrale e due a sinistra.
Siamo due gruppi di avventure sulla barca e mentre ci dirigiamo alle isole, il capitano ci mostra i primi disegni sulle montagne vicino a Paracas. Giunti alle isole vediamo alcuni pinguini risalire i ripidi scogli facendosi strada tra cormorani e pellicani. Il giretto è carino e dura poco più di un’ora.
Ritornati a Paracas andiamo a fare colazione in un ristorante vicino all’albergo. Così fanno anche gli altri gruppi di Avventure.
Finita la colazione torniamo in albergo, chiudiamo le valige e partiamo alla volta dell’oasi di Huacacina.
Il tragitto in van è di circa un’ora e mezza. Arrivati all’oasi ci aspettano al ristorante per ordinare il contenuto delle launch box che divoreremo sul van nel tragitto verso Nasca. Ordinazione fatta, andiamo a pagare l’ingresso dell’oasi e le dune buggy.
Si tratta di grossi veicoli appositamente preparati per fare le corse sulle dune e ospitano 8 passeggeri oltre al guidatore che è ovviamente uno del posto.
L’esperienza è esattamente come la ricordavo da quando ci ero stato, sempre con Avventure, nel 2017: adrenalinica e molto divertente.
Siamo ovviamente il gruppo più fortunato: durante la sosta sulla duna più alta per ammirare il paesaggio, la nostra vettura si ferma. Va fatta riaccendere a spinta dopo essere scesi dalle dune con delle improvvisate tavole da snowboard.
L’intoppo ci fa accumulare un ritardo di circa 40 minuti sulla tabella di marcia.
Una volta ritornati alla base abbiamo il driver che ci mette fretta, il volo su Nasca ci sta aspettando.
Peccato che la sua guida molto “accorta” ci fa accumulare ulteriore ritardo; tanto da arrivare in aeroporto a Nasca verso le 15:00.
L’addetto che smista le persone sui vari aerei ci dice che non ce la faremo a volare tutti. 6 persone (le più leggere) oggi, le altre 8 domani mattina. Nel frattempo, mi guardavo attorno e ho assistito ad una scenetta interessante. Un gruppo di turisti americani arriva in aeroporto senza nessuna prenotazione, li sento lamentarsi con l’addetto allo smistamento delle persone che gli dice che oggi non c’è posto. Salvo poi vederli salire sull’ultimo aereo subito dopo quello dove sono saliti i nostri 6 ragazzi. Che sarà mai successo nel frattempo? Perché non abbiamo volato noi che avevamo la prenotazione e questi che ne erano sprovvisti sono riusciti a volare? Misteri della Fede!!! Purtroppo, questa cosa ci rovina i piani del giorno seguente. L’idea era di partire prima dell’alba e spararci tutto il tragitto tra Nasca ed Arequipa con molta calma, visto anche l’andazzo del nostro driver. Niente da fare.
Al ritorno dei 6 fortunati ce ne andiamo in albergo, l’hotel Arequipa che avevo prenotato con Booking non è per niente male anche se la colazione è decisamente migliorabile.
A cena andiamo al ristorante El Porton, davvero molto carino e abbiamo mangiato molto molto bene. Il Perù si conferma un Paese dove si mangia mediamente molto bene spendendo relativamente poco.
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4 |
(mar) 05/08/2025 |
Nasca -> Arequipa |
570 |
11h30’ |
Il volo degli altri 8 (compreso il sottoscritto) è previsto per le 8:00 per cui alle 7:15 siamo già in aeroporto.
Fortunatamente, come per la sera precedente, le condizioni per volare sono ottime e il volo si conferma una delle attività più belle ed interessanti del viaggio. Gli aeroplani sono piccolini e possono portare dai 6 agli 8 passeggeri più pilota e copilota.
Prima di salire, dopo essere stati pesati, vi viene fornita una mappa con la spiegazione dei disegni. Una volta in volo il pilota eseguirà delle virate a destra e poi a sinistra puntando il disegno con l’ala facilitandovi così nell’individuazione delle bellissime linee. A volte le virate sono abbastanza strette e potrebbero dare fastidio a chi solitamente soffre il mal d’aria. Nel nostro gruppo nessuno è stato male. Il volo dura all’incirca 45 minuti.
Una volta a terra vi viene consegnato il certificato di volo, un bel ricordo da incorniciare.
Sono quasi le nove quando torniamo in albergo per fare una colazione velocissima.
Il van ci attende, paghiamo l’hotel e partiamo in direzione Paracas.
La Panamericana Sur nel tratto da Nasca fino a Matarani (piccola cittadina nel distretto di Islay) si snoda all’interno di un paesaggio talmente bello che in alcuni punti toglie proprio il fiato. Si tratta di una strada con una sola carreggiata a doppio senso di circolazione, ben tenuta ma, ovviamente, trafficata e quindi dalla percorrenza abbastanza lenta.
Se poi il nostro driver decide di farsi passare pure dai trattori… allora siamo a posto.
Sostiamo per pranzo nella cittadina di Chala, presso l’Hotel Turistas. Siamo talmente fortunati che, tempo di sederci, ci viene comunicato che sono senza acqua per cucinare ma sarebbe arrivata a breve. A breve vuol dire un’ora e quindi accumuliamo altro ritardo sulla tabella di marcia. Fortunatamente si mangia bene, si spende poco e si ha una vista meravigliosa sull’oceano.
A Chala carichiamo il secondo driver che dovrà dare il cambio al nostro “Ayrton”. Fortunatamente è più grintoso del nostro, per carità, sto solo dicendo che guidava bene e alla velocità giusta senza “manovre adrenaliniche”.
Il tragitto per arrivare ad Arequipa è semplicemente “eterno”. Arriviamo al nostro hotel prenotato con booking: Las Torres de Ugarte. Hotel si trova in posizione spettacolare con camere grandi e spaziose, tranne, ovviamente, la mia che è di fatto una singola con un letto ad una piazza e mezza. La mia compagna ed io abbiamo faticato a trovare un posto per i nostri bagagli. Ma alla fine la doccia era abbondante e, soprattutto, bollente. Scendo a pagare l’hotel che ci ospiterà per due notti e poi torno in stanza. Siamo davvero tutti molto provati dal lunghissimo trasferimento.
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(mer) 06/08/2025 |
Arequipa |
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Tutta la giornata |
Oggi è giornata più tranquilla. Facciamo una buonissima colazione sulla terrazza dell’albergo, molto apprezzata dal tutto il gruppo.
L’appuntamento è alle 08:30 con la guida che avevo richiesto parlante italiano per un tour di 4 ore per il centro di Arequipa.
Ovviamente la guida non sapeva una virgola di italiano, oltre allo spagnolo spiaccicava due parole in un inglese tutto sommato comprensibile. Gli abbiamo chiesto di parlare solo in spagnolo. Il povero Ernesto, così si chiama la nostra guida, ha tentato di fare la guida ma non gli è riuscito molto bene. Ci ha portato “al pascolo” tra il centro tessile, il mercato coperto e l’immancabile Plaza de Armas spiegando poco quello che stavamo vedendo. È stato però molto disponibile ad aspettarci mentre facevamo la visita al “Museo de la Momia Juanita” per accompagnarci fino al Monasterio de Santa Catilina. Lo abbiamo salutato e gli abbiamo allungato la mancia, era molto contento.
La visita al monastero è stata condotta in autonomia cercando spiegazioni su internet e consultando la Lonely Planet.
Tempo libero il pomeriggio e poi cena da “El Fuego de San Antonio”. Abbiamo prenotato ma non scelto il menu in quanto tutti erano in giro ed alcuni non avevano internet. Il ristorante è vicino all’albergo e dopo un’attesa allucinante dopo le ordinazioni abbiamo mangiato la carne di alpaca alla griglia migliore di tutto il viaggio. Davvero consigliato. SI mangia benissimo.
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(gio) 07/08/2025 |
Arequipa -> Patahuasi -> Paso de Patapampa -> Chivay |
80; 55; 30 |
2h; 1h; 1h |
Dopo una seconda notte trascorsa nel bell’albergo siamo pronti e carichi per la prima (per molti) esperienza in alta quota.
Facciamo un’abbondante colazione e per le 8:30 si parte. Ad Arequipa si cambia van e driver. Questo dai modi bruschi è però un ottimo driver.
Arriviamo a Patahuasi e nemmeno ci accorgiamo di aver abbondantemente superato i 4000 m.s.l.m. Scendiamo in un punto panoramico per fotografare un branco di vigogne con uno splendido vulcano sullo sfondo. I panorami che si susseguiranno da qui in avanti saranno uno più bello dell’altro. Ci fermiamo anche per acquistare i primi prodotti artigianali fatti di lana di alpaca come berretti, guanti, maglioni, ponchos e alcuni di noi si prendono delle foglie di coca da masticare che in Perù sono assolutamente legali e, a dire la vertà, servono a poco o niente. Si dice che aiutano a lenire i sintomi di alta quota ma poi, un aguida ci dirà che, come sospettavamo, servono a poco o nulla.
Riprendiamo la nostra strada per fermarci al bivio per Chivay; allo stesso bivio poi dovremo tornare il giorno seguente per proseguire verso Puno.
Al bivio si trova il Cafe Tematico Inkawasi dove sostiamo per pranzo, mangiamo al volo una empanada o un sandwich jamon y queso e beviamo il primo mate di coca e munha. Sosta idraulica effettuata e si riparte per il passo di Patapampa. Arrivati al passo ci fermiamo al mirador. Molte persone non abituate all’alta quota non hanno sentito subito gli effetti salvo poi fare quei quattro gradini che ti fanno salire al mirador e ti fanno capire che, a quasi 5000 metri, l’ossigeno presente nell’aria è circa il 50% in meno rispetto al livello del mare. Lo sforzo si fa subito sentire e l’importante è non andare mai in affanno. Ripartiamo subito dopo per Chivay ma durante la discesa facciamo fermare il van per un paio di soste da circa 20 minuti in modo da ridurre un pochino l’effetto della perdita repentina di quota.
Arrivati nella cittadina andiamo in albergo per prendere le stanze. Il pomeriggio è dedicato al relax e alle attività ludiche. Alcuni partecipanti hanno fatto la zip line mentre altri si sono rilassati alle terme. Personalmente ne ho approfittato per dormire un pochino e per fare un giretto esplorativo di Chivay che ho trovato molto cambiata nel tempo. Approfitto anche di questo pomeriggio libero per scrivere alla nostra guida Luis che avevo contattato qualche giorno prima in modo da organizzare la giornata seguente. Visto che sono in giro prenoto anche il ristorante per la sera, il Moray. Memore dell’esperienza della sera precedente invio il menu al gruppo. Una volta raccolte le ordinazioni le ho girate al ristorante che si dimostrerà molto buono e velocissimo nel servizio: tempo di arrivare, sederci e nel giro di 10 minuti stavamo già mangiando. Per i nostalgici della cucina italiana, al Moray servono una pizza dignitosa.
Tra le attività possibili da fare c’era la visita all’osservatorio astronomico prenotabile tramite la guida Luis però non siamo riusciti ad organizzarla per tempo.
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7 |
(ven) 08/08/2025 |
Chivay; Canyon del Colca; Chivay; Puno |
42; 42; 300 |
1h; 1h; 7h |
Facciamo una rapida colazione alle 6:00 perché alle 6:30 abbiamo appuntamento con la nostra guida. Luis è nativo di Puno ma trasferito a Chivay quando era ancora un bambino e a Chivay è un punto di riferimento in quanto, oltre a lavorare come agricoltore, lavora alla zip line, all’osservatorio ma, soprattutto, è una guida formidabile che parla pure un ottimo italiano. Saliamo tutti sul van e ci dirigiamo verso il Canyon del Colca facendo prima un paio di soste. La prima sosta è nella cittadina di Yanque dove visitiamo la chiesa dell’Immacolata Concezione e poi scattiamo qualche foto alle persone che danzano vestite con gli abiti tradizionali nella piazza antistante la chiesa. Si tratta della danza Wititi: uomini e donne ballano in cerchio raccontando la corte amorosa e la vita della comunità. Anche se ora sono spettacoli per i turisti, rimangono comunque espressioni autentiche della cultura quechua locale. La seconda tappa è ad un mirador lungo la strada per il Canyon dove ammiriamo le coltivazioni terrazzate e, in lontananza, si erge il Nevado Mismi da cui nasce il rio Apurimac che si trasformerà più avanti nel Rio delle Amazzoni.
Arriviamo al mirador Cruz del Condor per le 8:30 circa e ci fermiamo ad ammirare il canyon dalle terrazze fino alle 9:30 circa. I condor volano sotto di noi, stanno tentando di trovare le correnti ascensionali che li porteranno a volare sopra le nostre teste. Iniziamo la nostra discesa a piedi nel momento migliore: lungo il sentiero in discesa che ci porterà nuovamente al nostro van siamo praticamente da soli, accompagnati dai condor che nel frattempo sono arrivati a volare a pochi metri da noi. Sono tantissimi e il loro volo è maestoso. La passeggiata è davvero molto bella; il sentiero si snoda lungo il bordo destro del Canyon del Colca, uno dei più profondi al mondo. Il paesaggio è davvero suggestivo e i condor che volano a pochi metri da noi rendono la camminata ancora più bella. I tempi dettati da Luis si sono dimostrati perfetti per la camminata e il suo contributo è stato molto apprezzato da parte di tutto il gruppo. Durante il tragitto in van, sia all’andata che al ritorno, ci ha spiegato le dinamiche della vita delle comunità andine che popolano la zona di Chivay. Si vede che ci tiene molto. Rientriamo a Chivay per le 11:30 ma ripartiamo subito per Puno. Purtroppo, ci sono dei lavori in corso lungo la strada e, se tutto va bene, arriveremo a destinazione a sera inoltrata. Ripassiamo per il passo di Patapampa ma stavolta senza fermarci. Sosteremo nuovamente al Cafe Tematico Inkawasi per una veloce empanada e l’immancabile mate de munha. La strada per Puno scorre sul bellissimo altipiano circondato da vulcani, piccole lagune e centinaia di alpaca e vigogne che pascolano placidamente. Troviamo i lavori in corso presso la magnifica Laguna Lagunillas ma i tempi dettati da Luis erano perfetti. Il traffico rimane bloccato solo per pochi minuti e poi riprendiamo la nostra marcia verso il lago Titicaca. Arriviamo a Puno per le 20:00 circa. Alloggiamo presso l’Hotel Casa Andina Standard Puno che sarà senza ombra di dubbio il migliore del viaggio. Mentre il gruppo cena al ristorante “Balcones de Puno” Emily mi tiene compagnia e rimaniamo in albergo dove incontriamo il corrispondente che mi da istruzioni per il giorno successivo. In 8 anni ho trovato molti cambiamenti in Perù, non in questo corrispondente che si dimostra super efficiente ma sempre di poche parole. Questa volta però è accompagnato da sua figlia.
Dopo aver sbrigato le formalità con l'agenzia mi dirigo ad una casa di cambio in quanto devo cambiare Euro in Dollari. Prima della partenza avevo chiesto all’hotel se potessi pagare il soggiorno usando Euro in contanti e la risposta è stata affermativa. In loco, però, mi hanno cambiato le carte in tavola scusandosi ma obbligandomi ad un cambio non previsto. Poco male, ne ho approfittato per farmi un giretto per il centro di Puno. Rientro in albergo dove mangio un ottimo Hamburger di alpaca con patatine e poi vado in stanza a preparami il piccolo bagaglio per i due giorni successivi. La camera è grande, riscaldata da un termosifone elettrico e mi faccio una doccia con abbondante acqua calda.
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(sab) 09/08/2025 |
Puno -> Isole Uros -> Amantanì |
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Tutta la giornata |
La colazione dell’albergo è all’altezza delle aspettative e in linea con il livello dell’albergo. Lasciamo i bagagli più grossi in una stanza chiusa e ci vengono dati dei tagliandini numerati per il ritorno. Per chi ha oggetti di valore l’albergo mette a disposizione anche una cassaforte.
Puntuale come un orologio svizzero la figlia del corrispondente ci aspetta fuori dall’albergo. Fa bello freddino alle 7:30 del mattino e il termometro segna 0 gradi. Saliamo tutti sul van per il breve tragitto che ci porta al molo dove facciamo una piccola spesa per le tre famiglie che ci ospiteranno. Saliamo sulla barca privata accolti dal capitano e dalla guida che sarà con noi per questi due giorni e lasciamo Puno riscaldandoci al sole. La prima parte di navigazione dura meno di un’ora. Arriviamo alle isole Uros e già la temperatura è salita costringendoci a togliere i primi strati di abbigliamento. Sbarchiamo su una di queste isole galleggianti accolti da una delle famiglie che abitano queste isole. Ci sediamo in cerchio e la nostra guida ci spiega che le isole non sono fatte di terra, ma di totora, una canna acquatica che cresce abbondante sulle rive del lago. La base è costituita da grandi blocchi di radici di totora (kharas): queste radici, spugnose e intrise d’acqua, trattengono aria e quindi galleggiano naturalmente. I blocchi vengono tagliati e legati insieme fino a formare una piattaforma compatta che galleggia sull’acqua. Sopra i blocchi di radici si stende uno spesso strato di canne secche di totora, disposte a incrocio. Con il tempo, lo strato superiore marcisce perché a contatto con l’acqua, quindi gli abitanti devono aggiungere continuamente nuovi strati di canne fresche sopra, circa ogni 15–20 giorni. Le isole possono durare diversi decenni, ma solo se vengono mantenute con costanza. Anche le case, le barche e molti oggetti quotidiani vengono costruiti con la totora. Le isole non sono ancorate in modo rigido al fondo, ma vengono tenute ferme da corde e pali conficcati nel fondale. Se necessario (ad esempio in passato per difendersi o oggi per ragioni pratiche), gli Uros possono staccare i pali e trainare l’isola con barche di totora o motoscafi verso un’altra zona del lago. Questo rende le isole in un certo senso mobili, anche se lo spostamento non è semplice e avviene solo occasionalmente. Dopo la spiegazione visitiamo una delle case degli Uros e acquistiamo qualche souvenir. Subito dopo ci spostiamo verso un’altra isola dove, chi vuole, può farsi timbrare il passaporto. Al termine della visita ritorniamo sulla nostra barca dove ci aspettano tre ore di navigazione per Amantanì.
Sbarchiamo ad Amantanì non nel porto principale a nord dell’isola ma in un porto più piccolo a nord-est. Qui veniamo divisi in tre gruppi, due da quattro e uno da sei persone e assegnati a tre famiglie diverse. Dopo aver preso possesso delle nostre piccole stanze spartane ma accoglienti pranziamo ogni gruppo insieme alla famiglia ospitante. Il pranzo è a base di zuppa di verdure e quinoa, davvero molto buona. Sono le 14:30 circa quando ci ritroviamo tutti per il piccolo trekking che ci porta in cima al Pachatata, uno dei due templi cerimoniali più importanti dell’isola. Per la prima volta ci troviamo ad affrontare una salita in alta quota. La giornata è splendida e fa caldo, saliamo con calma, ognuno col proprio passo. Tra i primi a raggiungere il tempio e gli ultimi non passano nemmeno dieci minuti. Come suggerito dalla nostra guida facciamo tre giri in senso antiorario del tempio e poi depositiamo una piccola pietra raccolta da terra tra le fessure del muro di cinta ed eseprimiamo un desiderio. Dicono sia di buon auspicio. A questo punto il gruppo si divide in due, alcuni vanno al tempio di Pachamama, altri scendono nella piazza principale del villaggio di Amantanì per assistere alle danze delle comunitá che festeggia i 60 anni dalla fondazione del Distretto di Amantanì. Il paesaggio dalla cima del Pachatata è incredibile, si vede tutta l’isola e in lontananza, dietro alle sponde del lago Titicaca si vede distintamente la Cordillera Blanca boliviana. Ci riuniamo tutti al calar della sera mentre il le danze culminano con la rappresentazione del sacrificio del dio Inka, rappresentato da un pupazzo fatto di paglia che siede su un trono di canniccio a cui poi viene dato fuoco. Terminate le danze ci aspetta una nuova salita per raggiungere le nostre famiglie che abitano in una parte dell’isola a nord-est rispetto alla piazza principale.
Ceniamo e ce ne andiamo a dormire. È molto presto ma siamo anche molto stanchi.
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9 |
(dom) 10/08/2025 |
Amantanì -> Isola Taquile -> Sillustani -> Puno |
NA; 33 |
Tutta la mattina; 45’ |
Ci svegliamo per le 6:30 circa e facciamo colazione con le famiglie che salutiamo verso le 7:30, ora in cui ce ne torniamo al piccolo molo per riprendere la nostra imbarcazione che ci sta aspettando. Salpiamo alla volta di Taquile, isola che raggiungiamo in meno di un’ora. Altra salita per arrivare al centro del piccolo villaggio patrimonio dell’Umanità dell’Unesco per i suoi tessuti. Acquistiamo un regalino per una partecipante che oggi compie gli anni e riprendiamo la camminata che ci porta dall’altra parte dell’isola. Risaliamo sulla barca e ci rilassiamo per le tre ore di navigazione fino a Puno. Arrivati a destinazione salutiamo la nostra guida e ci fermiamo a mangiare al molo. La maggior parte di noi si è fermata nell’unico negozietto che vendeva frullati e sandwich. Alcuni si sono presi un chicharron da asporto con pollo e patate. Qui reincontriamo il corrispondente insieme al driver che ci porterà alla necropoli di Sillustani, a circa 30km da Puno. Facciamo la visita in autonomia, senza guida. La necropoli si affaccia sul bellissimo lago Umayo e il paesaggio che si vede dalla cima della necropoli, dal mio punto di vista, è più bello della necropoli stessa. Sillustani è famosa per le chullpas, grandi torri funerarie in pietra, alte fino a 12 metri, utilizzate per ospitare le spoglie di nobili e capi delle culture preincaiche e incaiche. Le più antiche risalgono alla cultura Colla (o Kolla), popolazione aymara che abitava la regione prima dell’espansione inca. Successivamente, con l’arrivo degli Inca, le costruzioni divennero più raffinate: blocchi di pietra levigati e perfettamente incastrati, senza uso di malta, in tipico stile incaico. All’interno delle torri venivano deposti non solo i corpi (mummificati in posizione fetale), ma anche corredi funerari: ceramiche, oggetti d’oro, cibo e strumenti, destinati ad accompagnare il defunto nell’aldilà.
Finita la visita torniamo al nostro bell’albergo Casa Andina Standard dove ci aspetta una doccia calda rigenerante e una buona cena presso il ristorante La Casona dove festeggiamo il compleanno di una partecipante.
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gg |
Data |
tappe |
km |
tempi |
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10 |
(lun) 11/08/2025 |
Puno -> Pukara -> Paso La Raya -> Raqch’i -> Andahuaylillas -> Cusco |
107; 103; 60; 80; 40 |
2h; 1h30’; 1h; 1h30’; 1h |
Alle 7:00 ci troviamo già con colazione fatta per andare col van privato nel punto in cui ci aspetta il pullman turistico. Oggi è giornata di trasferimento per Cusco. Forte dell’esperienza col pullman di linea nel 2017 che ha fatto tutta una tirata con sole due micro-soste per il bagno, abbiamo provato un più comodo trasferimento con soste che si sono rivelate anche molto interessanti. Nel bus turistico siamo solo due gruppi di avventure. Il bus è molto comodo e la guida, Rodrigo, è molto bravo. Si parte per le 7:30 con delle fermate per visitare il museo di Pukara, il mirador di Paso La Raya, la cittadella inca di Raqch’i e la cittadina di Andahuaylillas con la sua chiesa denominata la “Cappella Sistina delle Americhe” e dedicata a San Pietro Apostolo.
Il trasferimento dura tutta la giornata, i chilometri da macinare sono molti ma le soste, alcune molto interessanti come la cittadella inca di Raqch’i e la chiesa di Andahuaylillas, e la sosta per pranzo, spezzano il lungo tragitto rendendo la giornata davvero gradevole e il trasferimento non pesante. Consiglio caldamente questa soluzione per il trasferimento Puno Cusco. Arrivati a Cusco ci attende il trasporto privato per l’albergo El Ave Azul Hotel che si trova alla base del quartiere di San Blas. Prendiamo possesso delle stanze e liberi tutti. Sbrigo le formalità con la corrispondente che, con mia sopresa, mi ha cancellato la visita della fortezza di Ollantaytambo e poi per cena ci si divide, alcuni di noi sono andati al ristorante Kion Peruviana Chinese. Davvero molto buono. Al momento non avevo capito perché non mi avesse inserito la visita, lo capirò con grande disappunto il giorno della visita alla valle sacra.
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gg |
Data |
tappe |
km |
Tempi |
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11 |
(mar) 12/08/2025 |
Cusco |
12; 1; 5; 1 |
30’; 5’; 6’; 3’ |
Alle 8:30 ci troviamo, dopo colazione, fuori dall’albergo con la nostra guida per la visita delle “4 ruinas”, il museo di Qoricancha e il centro di Cusco. Come prima cosa andiamo a pagare il “Boleto turistico”, un biglietto che comprende parecchi siti archeologici, tra cui le quattro rovine e siti della valle sacra tranne le saline di Maras.
La prima visita è al museo di Qoricancha, che si trova vicino al posto dove abbiamo acquistato il biglietto turistico e che, dal mio punto di vista, non offre nulla di particolarmente interessante. Dopo il museo prendiamo il van che ci porterà a visitare le 4 rovine: la fonte di Tambomachay, Puka Pukara, Qenqo e Sacsayhuaman. Le rovine non sono molto distanti tra di loro ma è necessario l’uso del van per poterle raggiungere con tempi decenti. Dopo le 4 rovine, di cui abbiamo apprezzato molto Sacsayhuaman, torniamo a Cusco, pranziamo al volo con un sandwich e poi visitiamo prima la Plaza Major, poi la pietra dai 12 angoli per finire a San Blas con la sua piccola ma bellissima piazzetta. Pomeriggio libero. Rientriamo in albergo e ci prepariamo per la cena al famoso Chicha Por Gaston Acurio. Cena ottima ma non la migliore del viaggio e non certo indimenticabile.
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gg |
data |
tappe |
km |
tempi |
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12 |
(mer) 13/08/2025 |
Cusco -> Viniunca/Palcoyo -> Cusco |
140/137; 140/137 |
3h/3h; 3h/3h |
Oggi è una delle giornate più attese del viaggio insieme a Nasca e al Machu Picchu. Ci dividiamo in due gruppi: uno va a Vinicunca, la più famosa delle montagne colorate, e l’altro a Palcoyo. Io vado a Palcoyo in quanto a Vinicunca ci ero stato nel 2017 e poi me ne avevano parlato benissimo. Nessuno è andato a Pallay Punchu.
Il gruppo di 9 persone che va a Vinicunca usa il van usato il giorno precedente e viene accompagnato dalla guida Marlene che ci ha accompagnato alle 4 rovine e che ci accompagnerà anche nella valle sacra. Gli altri 5 tra cui il sottoscritto vengono accorpati ad un gruppo di circa una decina di turisti su un altro van con un’altra guida. Entrambi veniamo prelevati alle 4:30 del mattino. Il nostro albergo ci fornisce il launch box da consumare nel pullmino. Dopo circa tre di ore di strada ci fermiamo per una colazione a buffet e poi riprendiamo il van per raggiungere Palcoyo. La strada che sale all’attacco del trekking per le montagne colorate è più bella rispetto a quella per Vinicunca. Entriamo in una vallata verdissima dalle terrazze naturali e dalla terra resa rossa dall'alto contenuto di ferro; decine di alpaca tempestano la vallata creando un effetto di pois bianchi su un tappeto verde e rosso.
Arriviamo all’inizio del trekking che siamo a circa 4.700 m.s.l.m. fa freddino e indosso tutti gli strati, compreso il piumino e i guanti. La cosa che mi colpisce rispetto a Vinicunca è che praticamente siamo da soli, solo un altro van di turisti oltre al nostro. Iniziamo la camminata in un sentiero lastricato davvero semplice da percorrere in leggera salita. L’altitudine si fa sentire ma siamo ben acclimatati e avanziamo senza troppi problemi. Il gruppo si sgrana, ognuno va al suo passo. Intorno a noi un paesaggio pazzesco e dal mio punto di vista decisamente più bello rispetto a quello che si vede a Vinicunca. Qui vedremo ben tre montagne colorate e su una ci cammineremo. Le valli rosse sono tante e la vista si spinge ben oltre le aspettative. A dire la verità di porzioni di montagne colorate se ne vedono parecchie, a volte più estese a volte solo accennate. Ma il punto panoramico più emozionante lo si raggiunge a metà strada circa, quando la terza ed ultima montagna colorata si inizia ad intravvedere oltre la salita. Una volta arrivati al penultimo punto panoramico non è l’altitudine a toglierti il fiato, ma tutto quello che ti circonda. Il ghiacciaio dell’Ausangate si erge alla nostra sinistra e si intravede anche Vinicunca con la sua valle rossa. Spostando lo sguardo a destra si vedono tutte le vallate e le alte vette innevate fino ad arrivare alla maestosa montagna colorata proprio davanti a noi. Continuando a spostare lo sguardo verso destra vediamo la seconda delle montagne colorate su cui, in parte, stiamo posando i piedi. Ancora più a destra diverse valli rosse intervallate da altri tratti di striature di colori fino ad arrivare a vedere la prima delle tre montagne colorate. Dietro di noi invece si ergono le formazioni aguzze del “Bosque de Piedras” che sono la meta più alta del nostro percorse che supera di poco i 5.000 metri. Il sentiero sale ripido a zig-zag ma stiamo bene e non fatichiamo nemmeno troppo ad arrivare in vetta. Lo spettacolo, se vuoi, è ancora più bello. In tutta questa area decisamente estesa non ci saranno più di trenta persone, e la possibilità di sgranarsi ti porta a percorrere questo angolo di paradiso in totale silenzio. Che dire, dal mio punto di vista: Palcoyo batte Vinicunca a mani basse. Spero solo che questa meraviglia venga meglio preservata rispetto a Vinicunca che, come mi aspettavo, dai racconti del gruppo, era decisamente sovraffollata. Sono molto combattuto a scrivere queste righe perché io stesso vorrei preservare questo luogo dal turismo di massa. Ad ogni modo non credo durerà ancora a lungo. Tornando indietro nel percorso ad anello (a Vinicunca si va avanti e indietro per la stessa strada) mi sono accorto che stanno già costruendo una struttura per meglio accogliere i turisti. Sono le 11:30 passate quando ci ritroviamo tutti al van per rientrare a Cusco. Sulla via del ritorno ci fermiamo nello stesso posto dove abbiamo fatto colazione per un pranzo sempre a buffet. Rientriamo a Cusco nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per una doccia calda e poi a cena al Limo Peruano Nikkei, senza ombra di dubbio il miglior ristorante del viaggio, molto meglio rispetto anche al Chicha.
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gg |
Data |
tappe |
km |
tempi |
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13 |
(gio) 14/08/2025 |
Cusco -> Chinchero -> Maras -> Moray -> Ollantaytambo -> Aguas Calientes |
30; 25; 8; 40; 50 |
1h; 30’; 15’; 1h 1h30’ |
Alle 6:30 siamo praticamente pronti, lasciamo i bagagli nella piccola reception dell’hotel e alle 7:00 siamo sul van con la nostra guida per la giornata da trascorrere nella valle sacra.
La prima visita è alle terrazze di Chinchero con prima una sosta “marchetta” per vedere come vengono tessuti i capi di abbigliamento tradizionali e come vengono colorati. Nessuno, dopo la marchetta, acquista nulla. Sulle terrazze di Chinchero ci sono fin troppi turisti per cui decidiamo di recarci subito alle saline di Maras. Nel 2017 eravamo gli unici turisti alle saline e le si poteva attraversare a piedi accompagnati dai lavoratori. Rispetto ad allora sono praticamente raddoppiate di dimensione, è strapieno di turisti e non ci si può, giustamente, più entrare. Peccato, qui, devo dire, che il turismo ha rovinato un luogo splendido che, non fraintendete, rimane bellissimo, ma ha perso tutto il suo fascino. La tappa successiva è il sito archeologico di Moray che rimane sempre una meraviglia nonostante ci siano anche qui molte persone. Oltre alle varie teorie che vogliono Moray come un luogo di culto o di coltivazione, ci piace pensare ad un luogo mistico dai significati soprannaturali oppure extraterrestri. Ultima tappa della giornata è Ollantaytambo, è quasi ora di pranzo e ora capisco perché la visita alla fortezza ci era stata tolta. Secondo la “scaletta” avremmo dovuto cestinare un’ora di tempo nel ristorante “conosciuto” dalla guida. Dopodiché ci avrebbero mollato in stazione un’ora prima della partenza del treno. La cosa non mi sta bene e dico alla guida, in accordo col gruppo, che non vogliamo andare al ristorante ma vogliamo vedere la bellissima fortezza. La guida non è molto per la quale ma insistiamo fin quando cede alle nostre richieste e suo malgrado non prenderà la mazzetta nell’ennesimo ristorante acchippacitrulli. Come immaginavo, non solo facciamo in tempo a visitare la fortezza ma, una volta in stazione, abbiamo tutto il tempo per mangiare seduti tra le molte bancarelle che vendono empanadas, chicharrones e sandwich.
Alle 15:40 puntuale parte il nostro treno per Aguas Calientes. Avendo preso il pacchetto premium abbiamo i posti prenotati su un bel trano con carrozze panoramiche e spuntino compreso nel prezzo. Mai scelta fu più azzeccata. Nel 2017 presi il pacchetto standard e dovemmo combattere per un posto a sedere.
Il paesaggio cambia rapidamente e ci accorgiamo che stiamo entrando nella parte amazzonica del Perù. Guardando la valle al di la del fiume si possono vedere vari insediamenti Inca che sono visitabili facendo il bellissimo ma costosissimo ed impegnativo Inca Trail. Arrivati a destinazione ci viene a prendere un addetto del nostro albergo: l’Hotel Retama Machu Picchu. Molto carino ma si trova abbastanza lontano dalla stazione.
Prendiamo possesso delle nostre stanze, ci facciamo una doccia e incontriamo la guida che ci fa un breve briefing per la giornata successiva. Ceniamo presso il buonissimo ristorante Chullos, vi consiglio i tiradito di trota e l’hamburger di alpaca.
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gg |
Data |
tappe |
km |
tempi |
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14 |
(ven) 15/08/2025 |
Aguas Calientes -> Machu Picchu -> Aguas Calientes -> Ollantaytambo -> Cusco |
9; 9; 50; 60 |
30’; 30’; 1h30’; 2h30’ |
Alle 7:30 siamo pronti con colazione fatta. La guida è puntuale e scendiamo per metterci in fila per prendere il bus. Rispetto a qualche anno fa c'è stato un cambiamento. Ora ci sono le file dei bus divise in base all’orario di ingresso alla cittadella. Noi abbiamo l’ingresso alle 9:00, sia quelli del circuito 2A classico, sia quelli che fanno il 3A con la salita alla montagna Huayna Picchu. Siamo tutti elettrizzati, il meteo è clemente (il giorno prima è piovuto tutto il giorno). La guida che rimane con il fruppo 2A accompagna i ragazzi del 3A a conoscere la loro guida. Entriamo puntuali alle 9:00 mentre l’ultima nebbia circonda la vetta del Huayna Picchu donando allo stupendo paesaggio una nota di semplice perfezione. Ricordavo bene la bellezza di questo luogo unico al mondo. Contingentare e dividere gli ingressi fa si che non ci sia la calca che ricordavo nel 2017. Inutile dilungarsi sulla magia del posto, se ci andrete lo vedrete coi vostri occhi e lo vivrete sulla vostra pelle. Non è solo la bellezza della cittadella ma è il contesto in cui è stata costruita a suscitare dentro di noi un’emozione grandissima. Questo luogo si merita a piene mani di essere annoverato tra le sette meraviglie del mondo moderno. La guida ci lascia verso mezzogiorno consigliandoci di recarci pian piano verso l’uscita in quanto la coda per prendere il bus del ritorno è abbastanza lunga, anche se poi risulterà molto scorrevole. Una volta scesi ad Aguas Calientes facciamo tutti in tempo a mangiare qualcosa, compresi i ragazzi che hanno fatto il circuito di Huayna Picchu. Abbiamo tutto il tempo per riprendere i nostri zainetti in albergo e recarci alla stazione dei treni dove riprenderemo lo stesso treno dell’andata. Partenza ore 15:40 ed arrivo ad Ollantaytambo verso le 17:15. Qui ci aspetta il nostro driver che ci riporterà a Cusco. Il trasferimento è di circa 2 ore e mezza causa traffico all’ingresso di Cusco.
Ultima cena nell’antica capitale Inca al Pachapapa, un ristorantino nella piazza di San Blas e poi a nanna.
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gg |
Data |
tappe |
km |
tempi |
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15 |
(sab) 16/08/2025 |
Cusco -> Lima |
5; 585; 15 |
15’; 1h30’; 45’ |
Finalmente una giornata in cui possiamo svegliarci con tutta calma. Oggi liberi tutti fino alle 18:00, ora in cui verranno a prelevarci dall’albergo per portarci in aeroporto dove abbiamo il volo per Lima. Il volo decolla puntuale alle 20:30. Una volta atterrati ci attende un driver molto “estroso” che ci porterà all’Hotel Kamanà. Un hotel terribile, sporco e costosissimo, raggiunto con grande ritardo a causa del traffico in una Lima che di notte si trasforma e dove non è decisamente consigliato passeggiare nonostante ci troviamo a pochi passi da Plaza de Armas. Fortunatamente avevamo mangiato qualcosa in aeroporto.
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gg |
Data |
tappe |
km |
tempi |
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16 |
(dom) 17/08/2025 |
Lima -> Madrid |
15; 9.518 |
20’; 11h50’ |
Trasferimento alle ore 6:30 per l’aeroporto sempre col nostro driver “estroso” che ci fa fare un giro per i peggiori quartieri di Lima con i Queen a tutto volume. Diciamo che il corrispondente dovrebbe un attimo rivedere la scelta dei suoi driver. Diciamo che noi, con lui, non siamo stati fortunatissimi da questo punto di vista. Sbrigate le formalità in aeroporto saliamo sul volo che ci porterà a Madrid.
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gg |
Data |
tappe |
km |
tempi |
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17 |
(lun) 18/08/2025 |
Madrid -> Milano Malpensa/Roma Fiumicino/Venezia Marco Polo |
1.152; 1.335; 1.410 |
2h05’; 2h25’; 2h25’ |
Atterriamo nella capitale spagnola alle 5:10 e qui ci dividiamo per prendere i nostri voli per Roma, Milano e Venezia. Il volo per Roma parte con un ritardo di circa un’ora.

